Cremonini dribbla l'euro e trova fondi a Mosca

Il gruppo Cremonini, uno dei colossi alimentari europei con 3,3 miliardi di fatturato e 12.500 dipendenti, ha ottenuto un finanziamento di 1,5 miliardi di rubli (38 milioni di euro) da Sberbank - Bank of Moscow per i suoi piani di sviluppo in Russia, dove dal 1985 ha investito 110 milioni di euro e nel 2011 ha fatturato 190 milioni. Dribbla così, in qualche modo, la stretta creditizia europea accordandosi con la finanza di un Paese che vede la crisi da lontano. Più che un finanziamento, si tratta di una «cooperazione strategica» con la quale la banca controllata dal governo russo intende favorire il rilancio della produzione interna di carne bovina, uno degli obiettivi del governo stesso (oggi Mosca ne importa per 2,6 miliardi di dollari all'anno). Cremonini, attraverso Marr Russia, possiede uno stabilimento presso Mosca per la produzione di hamburger (250mila al giorno, 26mila tonnellate all'anno), e il 50% della carne oggi è importata. Per questo il gruppo italiano ha già avviato la costruzione di un macello da 20 milioni di euro dotato delle migliori tecnololgie, che sta sorgendo nel sud della Russia, a Orenburg, ai confini del Kazakistan. Il consumo procapite di carne bovina in Russia è in crescita, 17 chilogrammi all'anno, ma resta più basso rispetto alla media europea (22 chili) e soprattutto statunitense (44).
Cremonini, che tra l'altro rifornisce tutti i ristoranti McDonalds della Russia, è presente anche con l'attività di distribuzione alimentare a 2.500 ristoranti, hotel e collettività; un business interessante sia per gli aspetti commerciali, sia per le sue ricadute «di sistema», perché trascina le esportazioni di aziende medio piccole che rappresentano l'eccellenza del cibo italiano.
Sberbank è un colosso del credito che capitalizza 60 miliardi di euro. L'accordo con Cremonini è il primo di questo tipo con un gruppo straniero dopo quello firmato in febbraio con Fiat.