Crescono i contribuenti ma guadagnano di meno

La forte contrazione dell’economia si abbatte sui redditi degli italiani. È boom di pensionati

In Italia ci sono più contribuenti, ma si guadagna sempre di meno. È l'impietosa fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia sulla base degli studi di settore, delle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche e delle dichiarazioni Iva. Nel 2012 gli studi di settore hanno riguardato circa 3,7 milioni di soggetti, il 6,3% in più rispetto al 2011 ma, nonostante la crescita, il reddito dichiarato, pari a 100 miliardi, registra una diminuzione del 5,8% rispetto al 2011 ascrivibile alla forte contrazione dell’economia.

Nel confronto tra il reddito dichiarato dai lavoratori dipendenti e quello dei corrispondenti datori di lavoro emerge che, nel caso di datori di lavoro persone fisiche, il reddito medio è pari a 31.303 euro, che equivale a circa il triplo del reddito medio dei propri dipendenti. Analizzando i diversi settori, gli analisti di via XX Settembre hanno evidenziato che "i datori di lavoro persone fisiche di industria, costruzioni e commercio dichiarano circa il doppio dei propri dipendenti, mentre quelli che operano nelle attività professionali dichiarano quasi cinque volte il reddito dei propri addetti". "Il reddito medio dei datori di lavoro società di persone (42.390 euro) - continuano - è invece circa il triplo rispetto al reddito dei propri dipendenti, mentre quello delle società di capitali (175.590 euro) è maggiore di sette volte". Sempre nel 2012 è l'82,7% dei 41,4 milioni di contribuenti a detenere prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione e solo il 6,1% ad avere un reddito derivante dall'esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo, in linea con l’anno precedente. Rispetto al 2011 il ministero dell'Economia ha contato 93mila soggetti in meno che dichiarano prevalentemente reddito da lavoro dipendente e 140mila in più che dichiarano prevalentemente redditi da pensione.

Nel 2012 il reddito medio più elevato si è registrato per coloro che operano nel settore dell’industria (25.066 euro), mentre i redditi medi più bassi si osservano nelle costruzioni (17.966 euro) e nell’agricoltura (8.389), settori caratterizzati dalla stagionalità.

Commenti

Fradi

Ven, 30/05/2014 - 22:19

Sta a vedere che ora mi devo pure vergognare di aver lavorato una vita e di percepire una appena decorosa pensione.

gianni59

Ven, 30/05/2014 - 22:22

Avete dimenticato qualcosa...i lavoratori autonomi.Sarti, calzolai, corniciai, ma anche estetiste, cartolai e .profumieri: sono alcune delle categorie che, secondo i dati del Mef sugli studi di settore, hanno dichiarato nel 2012 meno di 10mila euro. Sotto la soglia dell'incapienza (8mila euro) figurano commercianti di scarpe, abbigliamento e giocattolai. Le dichiarazioni dei redditi di tassisti, baristi, pasticceri e gioiellieri, invece, non arrivano in media a 20mila euro annui. Potremo mai farcela con questi orizzonti?!?

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Ven, 30/05/2014 - 22:32

CHE VERGOGNA TASSARE LE PENSIONI DOPO UNA VITA DI LAVORO !!

volp

Sab, 31/05/2014 - 06:53

Scrivere che i vostri elettori gioiellieri imprenditori vari dichiarano meno di ventimila euro annui proprio non vi è' consentito eh...

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 02/04/2015 - 23:33

Per forza che si guadagna meno ... per sfuggire dalle tasse. Comunque lo studio di settore non riguarda i redditi dei parlamentari od ex per cui si scopre l'acqua calda: basterebbe che chi attinge informazioni sulla "robustezza economica" del cittadino contribuente italico facesse le verifiche andando per le strade e interrogando la gente comune.