La crisi non frena l'indotto auto All'estero opportunità di sviluppo

Gli ultimi e difficili anni del variegato comparto automotive hanno rimarcato il concetto secondo il quale la crisi rappresenta comunque un'opportunità. Soprattutto nell'indotto. Non a caso, quasi tutte le eccellenze del made in Italy, che tuttora soffrono in Patria, hanno registrato eccellenti performance sui mercati esteri. È il caso della Sigit, quartier generale a Chivasso (Torino), 5 stabilimenti in Italia, 1 in Polonia, 1 in Russia, 1 in Serbia e 1 in Marocco. La società piemontese opera nel settore automobilistico dal 1966, ed è specializzata nello sviluppo e nella produzione di componenti stampati ed estrusi in plastica e gomma. Negli anni della crisi, Sigit, con una strategia mirata, è riuscita ad ampliare il proprio mercato estero proponendo prodotti di alta qualità, frutto di importanti investimenti in tecnologie ed efficienza produttiva. Un fortunato percorso che è valso la «Menzione Vision» del Premio «Le Tigri» promosso in collaborazione con Borsa Italiana. «Questo riconoscimento - dice Pierangelo Decisi - presidente dell'azienda di Chivasso - voglio dedicarlo a tutti i dipendenti e alle persone che hanno consentito a Sigit di vincere molte sfide nel settore automotive. Attraverso scelte strategiche proiettate al futuro, la Sigit ha avuto l'energia e la perseveranza di crescere in controtendenza in aree e mercati diversificati e sviluppare prodotti sempre più performanti e competitivi. Oggi siamo una realtà di 800 persone, presente in 5 nazioni».
I vertici aziendali stanno valutando la possibilità di ricorrere a strumenti finanziari, quali minibond, risorse da destinare allo sviluppo e all'internazionalizzazione.