La crisi per rilanciarsi: dopo Fiat ci prova Iveco

Il gruppo Fiat, attraverso i suoi strateghi del marketing, per rilanciare le vendite di automobili e camion ha deciso di sfruttare le opportunità offerte dalla crisi. Nessuna richiesta di incentivi, come ribadito da Sergio Marchionne, ma nuove iniziative capaci di risollevare le immatricolazioni e, al tempo stesso, di far respirare i clienti. E così, dopo l’accordo con Ip (carburante a un euro per tre anni a chi acquista un’automobile targata Fiat entro il 31 luglio: porte aperte, in proposito, sabato e domenica nelle concessionarie), è di ieri l’annuncio che Iveco (Fiat Industrial) corre in soccorso delle tante imprese che attendono di essere pagate dagli enti pubblici.
L’azienda interessata, in pratica, potrà cedere a Iveco crediti già sorti o futuri verso un ente pubblico, e questi verranno trasformati in veicoli industriali e commerciali per contribuire a farla ripartire su solide basi. «La cessione di credito notificata - si precisa in una nota - genererà un’anticipazione valida per l’acquisto di veicoli industriali e commerciali Iveco o per la stipula di contratti di leasing per l’ammontare del credito ceduto. La pianificazione dei flussi in entrata e uscita sarà gestita da un unico interlocutore, Iveco Finanziaria, che opererà anche come supporto al regolare incasso dei crediti ceduti».
Senza dubbio il gruppo Fiat, con l’auto da una parte e i camion dall’altra, ha dato una forte scossa al settore e ai concorrenti, riuscendo a trovare proprio nella crisi la possibile chiave di volta per interrompere il calo delle vendite. Finora, infatti, in attesa di eventuali e improbabili interventi dello Stato, i concorrenti si erano limitati a lanciare le tradizionali promozioni (finanziamenti a tasso zero, arricchimenti a livello di accessori, ecc) oppure a inventarsi, per un periodo limitato, propri ecoincentivi alla rottamazione.
Fiat Group Automobiles e Fiat Industrial, con Iveco, hanno dato prova di creatività.
Commenti

gpl_srl@yahoo.it

Mer, 13/06/2012 - 14:25

la ripresa di fiat e di iveco dipende da noi italiani: boicottare tutti coloro che acquistano macchine tedesche e francesi senza dimenticare che tedesche sono anche le spagnole e le Cecoslovacche con molte inglesi, boicottare i formaggi ed i latticini non italiani, boicottare tutti i negozi ed i supermercati non italiani altrimenti controllando ed aquistando solo prodotti sottocosato: fanno del male a noi?? rispondiamo loro nella stessa maniera.