La crisi in Yemen fa schizzare il prezzo del petrolio

Il prezzo del greggio aumenta del 6% nel giro di pochi giorni dopo le notizie che arrivano dal Golfo. Negli ultimi cinque giorni c'è stato il maggior aumento in proporzione dal 2009

La penisola arabica torna al centro dei venti di guerra e il prezzo del petrolio interrompe la sua corsa al ribasso. Questa mattina, dopo gli attacchi in Yemen contro i ribelli Houti da parte della coalizione guidata dall'Arabia Saudita, il future maggio sul Wti guadagna il 6%, mentre quello sul Brent sale del 5,6% . Rispettivamente, il valore in dollari è salito a 52,43 e 59,65.

I più recenti sviluppi della politica internazionale nell'area del Golfo arabo ha alimentato, nell'ultimo mese, le speculazioni sul prezzo del petrolio. Proporzionalmente, si tratta del maggior guadagno in cinque giorni dal 2009: dal 19 marzo il contratto maggio per il Wti si è apprezzato di circa il 20%.

Le tensioni innescate dall'intervento della coalizione guidata dall'Arabia Saudita hanno dirottato gli investitori sull'oro, sullo yen e sul franco svizzero. Tra i Paesi mobilitati in Yemen ci sono molti dei maggiori produttori di petrolio a livello mondiali: Arabia Saudita, Emirati Arabi, Bahrein, Kuwait e Qatar.