Dall'auto al televisore: l'intelligenza artificiale semplificherà la vita ma cambierà il lavoro

McKinsey: automatizzate il 49% delle funzioni. La sfida tra Google e Amazon

Riusciranno i taxisti a far causa a Uber quando la società Usa avrà a disposizione auto senza conducente? Difficile immaginare cosa accadrà quando la tecnologia sarà pronta, si pensa, nel 2030. Certo è che proprio in questi giorni al Ces di Las Vegas, ossia la maggior fiera di tecnologia al mondo, il futuro ha cominciato a prendere forma.

Quel futuro che, secondo uno studio di McKinsey, porterà ad automatizzare quasi la metà (il 49%) dei lavori svolti oggi nel mondo. Significa che più della metà dei lavoratori potrebbero essere sostituiti da una macchina guidata da intelligenza artificiale. Proprio quella Ai (Artificial intelligence) che è protagonista indiscussa del Ces. Dalla tv al frigorifero tutti i prodotti presentati ne sono equipaggiati. L'Ai consente di comandare con la voce i prodotti che imparano le necessità dell'utente. Google ha il suo «assistente» che, grazie ad accordi con vari produttori, comanda già (volendo) circa 400 milioni di apparecchi. Anche Lg sta sviluppando una sua intelligenza artificiale proprietaria, basata sul deep learning.

La società coreana si è spinta oltre presentando anche alcuni robottini, Cloi, che, purtroppo, al momento della presentazione al Ces sono rimasti senza parole. Insomma al momento i robottini tutto fare sono ancora imbranati e tutt'altro che perfetti e dunque il «pericolo» sul fronte lavoro è ancora lontano anche se l'accelerazione è dietro l'angolo con l'implementazione delle reti 5G.

Amazon, in attesa di consegnare la merce ordinata tramite droni o camioncini senza guidatore, lavora intensamente ad Alexa, la sua assistente digitale che arriverà a conoscere bisogni e desideri dei suoi «padroni». E Lo stesso fa Apple con Siri, Microsoft con Cortana e Samsung con Bixby, assistenti digitali che saranno in grado di controllare casa e figli meglio di Mary Poppins, togliendo ai più giovani anche il collegamento a Internet quando è il momento dei compiti.

Quanto al lavoro, il cambiamento è già evidente in alcuni settori già da tempo interessati dall'automazione, come quello turistico o bancario, dove, dato il successo dell'internet banking, entro il 2020 sono già previsti 70mila dipendenti in meno. Già oggi in alcuni modernissimi fast food si può ordinare su uno schermo touch screen, senza interagire con un operatore umano. Mentre per comprare qualunque cosa, dalle scarpe agli elettrodomestici, ormai basta un uno smartphone o un pc. Per ora comunque le ricadute sui posti di lavoro sono modeste. Il World Economic Forum parla di una perdita di 7,1 milioni di posti di lavoro (nel mondo) entro il 2020, compensati però da una crescita pari a due milioni di addetti dedicati alle nuove professioni.