Davanti a Fiat i nodi Asia e Rcs

In maggio il piano industriale, poi l'assise sulla fusione con Chrysler. Ecco 6 domande a Marchionne

Sergio Marchionne e John Elkann a Detroit per il Salone

Tutto in dieci anni: nel 2004 Sergio Marchionne sbarca al vertice di Fiat e, allo stesso tempo, John Elkann diventa vicepresidente del Lingotto sotto l'ala protettiva di Luca di Montezemolo, presidente, e Gianluigi Gabetti, allora a capo delle holding della famiglia Agnelli; dieci anni dopo, nel 2014, Elkann è presidente (dal 2010) e Marchionne sempre amministratore delegato. In tutto questo tempo, dopo anni in cui gli ad del gruppo venivano cambiati a distanza di poco, a dominare è stata la stabilità.

La rivoluzione, invece, ha via via riguardato il gruppo: il divorzio da General Motors; la graduale risalita da una crisi che sembrava senza vie d'uscita; lo spin-off che ha dato autonomia all'auto e alle attività di Iveco e Cnh; il colpo sull'americana Chrysler e l'avvio del piano d'integrazione; la nascita di Fiat Industrial, prima, e di Cnh Industrial, dopo; la conquista del 100% di Chrysler e la rivoluzione, tuttora in corso, che ha portato l'azienda a essere battezzata Fiat Chrysler Automobiles.

Questa mattina, alle 11, al Centro congressi del Lingotto, a Torino, andrà in scena la penultima assemblea italiana di Fiat (dovrà approvare i conti del 2013); la vera ultima assemblea, straordinaria a della svolta, con all'ordine del giorno i termini della fusione Fiat-Chrysler, avrà luogo nel secondo semestre dell'anno, probabilmente in estate, quando il piano industriale focalizzato sul premium e sul rilancio di Alfa Romeo (presentazione il 6 maggio a Detroit) starà già muovendo i primi passi. Quindi, entro l'anno, si aprirà il capitolo quotazione di Fca. L'appuntamento di oggi, storico e ricco di significati, sarà ancora una volta l'occasione per gli azionisti di trovarsi faccia a faccia con il presidente Elkann e Marchionne, ai quali poter porre domande su piani e strategie, e ai numerosi membri della famiglia Agnelli seduti in platea. Tenuto conto che Marchionne, come è accaduto ai recenti incontri con i media a Detroit e a Ginevra, difficilmente si farà sfuggire anticipazioni sul piano di sviluppo che presenterà negli Usa tra poco più di un mese, vediamo quali potrebbero essere alcune delle domande a cui, insieme al presidente Elkann, l'ad sarà chiamato a rispondere.

1 Fca è un gruppo sempre più internazionale e focalizzato sull'automotive. Che senso ha detenere ancora partecipazioni nell'editoria?

2 Alle assemblee Ford c'è sempre chi chiede l'abolizione delle azioni speciali destinate alla famiglia Usa. Che senso ha imitare il caso Ford con questa classe di azioni speciali, riservate per quanto concerne Fiat, agli azionisti di lungo corso?

3 Per anni, i vari governi e Confindustria hanno sempre cercato, senza successo, di trovare un'intesa con la Cgil. Adesso, invece, il premier Matteo Renzi sembra voler flirtare con la Fiom di Maurizio Landini, lasciando in disparte la Cgil. Che cosa ne pensa?

4 Usa, Sud America, Europa: per ora il tavolo su cui si poggia il business del gruppo che guidate poggia su tre gambe che corrispondono a queste regioni. La quarta, l'Asia con la Cina, rende il tavolo ancora traballante perché non c'è. Quando pensate di installarla?

5 Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è intenzionato a vendere il gas naturale Usa all'Europa per contrastare eventuali ritorsioni russe. Perché, parallelamente, Obama non pensa a sviluppare nel suo Paese una rete di infrastrutture per favorire lo sviluppo del gas da autotrazione? (tema al quale Fiat è piuttosto sensibile).

6 I lavoratori di Ferrari, sempre della galassia Fca, hanno avuto il rinnovo del contratto. Nella stessa provincia modenese, invece, quelli di Maserati sono rimasti a bocca asciutta insieme agli altri addetti del gruppo. Quale è la vostra strategia su questo tema, visti anche gli incontri di questi giorni?