De Agostini cambia «pagina»

Punta su lotterie e finanza. Con in cassa 200 milioni da spendere

Almeno 200 milioni di nuova cassa a servizio dei dividendi e di investimenti finanziari. Parte da qui la «nuova» De Agostini ridisegnata negli obiettivi dall'operazione Gtech-Igt. Una fusione, con relativa quotazione a Wall Street, che proietta oltreoceano il gruppo delle famiglie Boroli-Drago orientando il business prevalentemente verso il settore dei giochi e della finanza. Ormai l'editoria «è un ambito no core in cui restiamo per la storica affezione dei soci» ha commentato il direttore generale Paolo Ceretti licenziando il bilancio 2014 del gruppo che mostra, tra l'altro, come le attività editoriali siano il fanalino di coda del conto economico: i ricavi sono scesi dell'8,7% a 781 milioni e l'ebitda ha risentito dello sfavorevole andamento dei cambi e del calo dei volumi di vendita registrando una contrazione da 46 a 5 milioni. Ecco, quindi, che dopo aver chiuso il 2014 con un risultato netto consolidato negativo per 90 milioni (da un utile di 89 milioni) per effetto di attività non ricorrenti (operazione Igt, avviamento Zodiak Media), ma con un indebitamento in miglioramento a 3,5 miliardi la società vuol sfruttare le nuove sinergie Usa. In parallelo, il gruppo investirà attraverso il braccio finanziario Dea Capital nel settore immobiliare, in piattaforme di asset management e fondi di private equity. Le risorse, d'altra parte, non mancano. Grazie a una serie di cessioni, De Agostini avrà a disposizione almeno 200 milioni: 80 milioni sono già stati distribuiti come dividendi, ma entro l'anno si prevede la completa dismissione di Migros e l'incasso di una prima tranche da 110 milioni già nei prossimi mesi. A essere rafforzate saranno allora le attività di Idea Fimit e Idea Capital Funds. In particolare, Ceretti ha confermato entro il 2015 il progetto di quotazione di una Siiq in cui la stessa Idea Fimit potrebbe avere un ruolo attivo ottenendo la gestione dei servizi. L'obiettivo è di avere in portafoglio alla partenza 1 miliardo di euro di asset. Intanto gli azionisti (Marco Drago e gli eredi di Achille, Adolfo e Anna Boroli Drago) possono dormire sonni tranquilli, i dividendi sono garantiti. E per i soci, che in base ai nuovi patti si preparano ad alleggerire la propria posizione, Ceretti ha annunciato che potrebbero ricevere azioni delle Generali al posto del cash. Niente male visto il trend positivo di Trieste che ha chiuso il 2014 con un utile netto di 1,7 miliardi.