DeA e Mediobanca escono dalle cliniche di Antonino Ligresti EPILOGO Nell'operazione il gruppo De Agostini ha perso 40 milioni

Mediobanca e De Agostini si preparano a dire addio alle cliniche francesi di Antonino Ligresti. Il fondo australiano Ramsay Healthcare si è fatta avanti a braccetto con il gruppo Crédit Agricole con un'offerta da 784 milioni per rilevare il controllo di Generale de Santé, di cui è grande azionista il fratello di Salvatore Ligresti. Nel dettaglio, l'accoppiata franco-australiana punta all'83,43% custodito nelle due scatole Santé Sa e Santé Developpement Europe Sas, di cui sono in varia misura soci appunto Antonino Ligresti (47%), Dea Capital (il braccio finanziario di De Agostini) con il 43% e Piazzetta Cuccia (10%). Il prezzo proposto è pari a 16,75 euro per azione per una valorizzazione complessiva del gruppo di 945 milioni. Santé Sa e Santé Developpement hanno quindi concesso ai compratori un'esclusiva fino al 6 giugno per completare la due diligence e definire l'intesa. In caso di firma, scatterà l'Opa sulla restante parte del capitale del colosso della sanità privata francese, che ha chiuso lo scorso anno con un giro d'affari da 1,7 miliardi, a fronte di 19mila dipendenti dislocati in 75 ospedali. A dire il vero, General de Santé era sul mercato da tempo, con mandato a vendere affidato a Rothschild e alla stessa Mediobanca (che farà ora anche da advisor) e il fondo Ramsay conosceva la società «preda», avendone già rilevato in passato il suo braccio psichiatrico.
A conti fatti, a Piazzetta Cuccia, che detiene il 10% di Santé Sa, dovrebbero restare in cassa circa 10 milioni; l'attuale valore di carico di 30 milioni «sconta» comunque la svalutazione apportata lo scorso giugno nell'ambito della maxi-pulizia di bilancio avviata dall'ad Alberto Nagel come volano alla vendita di tutte le partecipazioni non strategiche (come Telco-Telecom, Rcs, Gemina e i magazzini Saks), e alla rottamazione dei cosiddetti «salotti buoni». Mediobanca aveva inoltre già «divorziato» da Salvatore Ligresti con la vendita a Unipol della vecchia FonSai.
L'avventura nella sanità francese promette invece di concludersi in perdita (40 milioni circa) per il gruppo guidato da Lorenzo Pellicioli. De Agostini dovrebbe infatti ottenere da Ramsay e Agricole un incasso netto di 180 milioni, contro i 347 milioni sborsati nel 2007 per rilevare il 43% di Santé Sa, poi svalutato a 221 milioni alla fine dello scorso anno.
In Piazza Affari in titolo Dea Capital ha comunque chiuso in progresso del 6,2%. Prova che il mercato promuove l'uscita da un settore difficile come quello della sanità privata transalpina. Lo scorso anno Generale de Santé ha segnato un utile netto di 111 milioni, raddoppiato rispetto al 2012, grazie però alle plusvalenze di alcune cessioni. Il primo trimestre del 2014 si è chiuso con un fatturato in calo del 10% e un utile netto in progresso del 18% a 22,8 milioni. La stessa società aveva sottolineato «il contesto economico particolarmente degradato e inquietante» per la sanità privata transalpina, ostacolata da «limiti tariffari eccessivi».