Debiti pubblici alle imprese: Renzi perde (ancora) tempo, l'Ue prepara l'infrazione

Avviate le pratiche necessarie per l’invio di una lettera di messa in mora all’Italia. È la fase che precede l’avvio di una procedura d’infrazione

Mentre Matteo Renzi si affanna a tenere insieme il Pd che minaccia di inabissare la riforma del Senato, si allontana la promessa di appianare i debiti della pubblica amministrazione. E, mentre le imprese continuano a soffocare, l'Unione europea va verso la procedura di infrazione. Dopo un incontro con l’Ance e una risposta insoddisfacente da parte di Roma, il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani ha infatti deciso di "avviare le pratiche necessarie per l’invio di una lettera di messa in mora" all’Italia, prima tappa dell’apertura di una procedura d’infrazione per il ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione.

Questa mattina il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti ha consegnato a Tajani una documentazione allarmante sui ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione. Proprio per questo il vicepresidente della Commissione europea ha dato mandato di avviare le pratiche necessarie per l’invio di una lettera di messa in mora all’Italia, la fase che appunto precede l’avvio di una procedura d’infrazione. Tajani è, infatti, rimasto "insoddisfatto dalla risposta lapalissiana dell’Italia alla Eu Pilot". Il vicepresidente della Commissione Ue non ha fornito una data precisa per l’effettivo invio della lettera dal momento che bisogna tener conto dei "tempi tecnici burocratici necessari".

Bruxelles contesta a Roma il mancato rispetto della direttiva europea sui tempi di pagamento, che sono 30-60 giorni. Ancora una volta l'Italia si conferma il "peggior pagatore dell’Ue". La lettera di messa in mora non riguarderà invece la questione del corretto recepimento delle norme europee, in quanto la risposta arrivata venerdì sera a Bruxelles alle sue richieste di chiarimento su quella che sembrava un’interpretazione scorretta del pagamento della mora come alternativa al rispetto dei tempi sembra "dare ragione alla Commissione" anche se "ora la esamineremo da un punto di vista giuridico".