Def, crescita e tasse: la Corte dei Conti avverte Renzi

Il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nell'audizione parlamentare sul Documento di economia e finanza: le previsioni di crescita per il 2017, in termini reali, indicate nel Def "non sono esenti da rischi di ulteriore revisione al ribasso"

La Corte dei conti non ha dubbi: c'è il rischio che le previsioni del governo, contenute nel Def, possano essere superate dalla magra realtà dei fatti, con una ripresa del tutto inadeguata rispetto alle aspettative, nonostante l’accentuazione delle politiche monetarie espansive decise dalla Bce. Le previsioni sulla crescita dell'economia nel 2017, in termini reali, ''non sono esenti da rischi di ulteriore revisione al ribasso'', afferma il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite per l'esame del Def.

"Il contesto macroeconomico in cui si situa il Def presenta elementi positivi", cui si associano però "un allargamento dell’area dei rischi" e "accresciuti elementi di incertezza". Insomma, non c'è da stare troppo allegri. La Corte evidenzia che "la crescita ha registrato ritmi via via decrescenti" nel 2015, con un effetto trascinamento per il 2016 "assai contenuto". Rispetto agli altri Paesi, l’Italia ha continuato "a caratterizzarsi per un andamento meno dinamico". Quando l'economia riprende fiato, dunque, se gli altri Paesi crescono noi cresciamo troppo poco.

Per il 2017, spiega Squitieri, il Def prefigura un ulteriore allentamento della correzione di bilancio: "Secondo il governo ciò comunque consentirebbe, pur non rispondendo alle regole del fiscal compact, di mantenere in sicurezza i conti rispetto al 3 per cento in termini di indebitamento netto: accompagnandosi a una crescita economica più elevata, questo rappresenterebbe un elemento rassicurante per i mercati". Tuttavia esistono dei rischi e il principale "risiede nell’eventualità che le aspettative di ripresa dell’inflazione formulate dal governo possano rivelarsi frustrate, nonostante l’accentuazione delle politiche monetarie espansive decise dalla Bce. E le stesse previsioni riguardo alla crescita, in termini reali, dell’economia non sono esenti da rischi di ulteriore revisione al ribasso".

Sulla riduzione delle tasse, più volte paventata dal governo, la Corte dei Conti lancia un monito. "La prospettiva di una riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese ripropone la necessità di una revisione strutturale dell'intero sistema tributario". Tre le direzioni in cui muoversi: "Un ampliamento della base imponibile; una revisione degli obiettivi redistributivi assegnati al sistema di prelievo; la ricerca di un effettivo coordinamento della leva fiscale fra livelli di governo".

Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 19/04/2016 - 11:28

Da oggi la Corte dei conti, per editto renziano, verrà chiamata: Corte dei piagnistei.

Rossana Rossi

Mar, 19/04/2016 - 11:34

In definitiva tutte le sparate del pifferaio usurpatore sull'Italia che riparte sono solo le sue solite strombazzate balliste per incantare gli italioti che gli danno ancora il 30% di sostegno.......babbei svegliatevi!...........

onurb

Mar, 19/04/2016 - 12:01

Per quanto riguarda la pressione fiscale, che andrebbe ridotta, mi è rimasto un dubbio. Se non erro, la pressione fiscale si calcola in percentuale sul PIL. Poiché un paio di anni fa questo è stato incrementato artificiosamente, mediante l'inserimento di un 2 o 3% dovuto ad attività illegali non produttive di alcun beneficio per le casse dello stato, il dubbio che mi è rimasto è che la pressione fiscale reale sia più alta di quella ufficiale. Se qualcuno ha notizie che permettano di sciogliere il mio dubbio, è il benvenuto.

grazia2202

Mar, 19/04/2016 - 12:05

Corte state attenti che vi fa fuori con un decretino votato pure da verdini e complici

unosolo

Mar, 19/04/2016 - 12:59

la situazione reale la dice la pensione , pensione scende governo incapace , spargere ottimismo continuamente e sistematicamente smentiti in tutto , siamo in netta recessione , i conti falsati , prendere soldi ai servizi per falsare il bilancio , mica siamo scemi lo sappiamo bene ,

Duka

Mar, 19/04/2016 - 13:09

Il titolo a questa immagine potrebbe essere: I DUE CACCIABALLE

glasnost

Mar, 19/04/2016 - 13:15

E' inutile giocare coi numeri e con i decimali. Il problema macroscopico ( e lo ha anche rilevato FMI) è che in Italia la gente non investe nelle imprese, che devono vivere coi soldi delle banche. E la gente non investe perché ha paura delle tasse vessatorie e delle persecuzioni politiche. Chi può porta all'estero investimenti e managerialità. Forse si vuole far diventare l'Italia un paese per soli immigrati, politici, magistrati e cantanti.