Design d'autore, qualità e prezzo: così il Salone del Mobile arreda le case in Cina

Arredamento, complementi, collezioni living uniche, designer e architetti a Shanghai conquistano buyer, visitatori professionali e progettisti. Vola l'export made in Italy in Cina e si pensa anche a un progetto di "casa italiana" per i nuovi quartieri residenziali

A Shanghai il design, il mobile e l'arredamento sono orgogliosamente firmati "made in Italy", una parata del bello, del ben fatto del design classico e contemporaneo che solamente l'Italia e le sue imprese sono capaci di proporre al mondo, qualità e creatività che sono esaltate qui, nella metropoli cinese della modernità alla seconda edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai.

Qualità e creatività del living che esprime l'essenza del gusto dell'abitare italian style che in Cina è sempre più apprezzata e desiderata, in un momento di forte crescita degli acquisti del living spinti anche dallo sviluppo immobiliare che sarà sempre più consistente da qui al 2015 e si irradierà dai mega-centri urbani fino alle città "minori" che qui sono divise per fasce di grandezza. Motivo che spiega come l'inaugurazione allo Shanghai Exhibition Center è stata molto più di una festa con il taglio del nastro rituale ma ha segnato un importante salto di qualità della manifestazione organizzata da Federlegno Arredo Eventi che ha raddoppiato la dimensione espositiva. Le 109 aziende presenti hanno infatti portato nel cuore della metropoli più dinamica e creativa della Cina, il meglio di collezioni selezionate presentate al Salone del Mobile di Milano 2017. Con l'obbiettivo di "arredare" la Cina con mobili e complementi unici, di fascia alta, veri oggetti del desiderio.

La parola d'ordine del Salone di Shanghai infatti "qualità", declinata non solo nei prodotti ma nella cura degli allestimenti degli stand - con l'inconfondibile stile del brand Salone del mobile - subito affollati nella prima giornata di apertura da buyer, arredatori, designer, architetti, professionisti del contract, distributori.

"Abbiamo preparato bene e con cura questa tre giorni espositiva, l'impegno è stato grande e il risultato notevole con stand molto belli, curati, scenografici nonostante le dimensioni ridotte - spiega Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile -. Il Salone del Mobile.Milano Shanghai è un appuntamento internazionale strategico per il mondo del design e per le aziende italiane che da un lato si propongono al mercato con le loro novità e dall'altro rafforzano il brand della nostra manifestazione, vetrina strategica globale, per far conoscere i nostri progetti al pubblico cinese, a chi non sempre riesce a essere presente al Salone del Mobile di Milano. E' un ponte, un collegamento commerciale e culturale fra Italia e Cina che alimenta e propone un dialogo concreto sui temi dell'eccellenza e della qualità produttiva del made in Italy”.

"Il trend del mercato è favorevole e dobbiamo approfittare delle opportunità che si sono aperte per il nostro export. Le potenzialità di crescita sono enormi e tutte da esplorare e da conquistare. In Cina c'è grande rispetto per l'Italia e per il modo con cui lavorano la nostre aziende - aggiunge Luti -. Da parte nostra c'è la consapevolezza di dover lavorare ancora più a fondo sul territorio e di investire tutto l'anno, come hanno fatto da tempo gli Usa, la Corea e la Germania, in particolare ad esempio per il contract. Ora è il nostro momento. Abbiamo dimostrato di saper fare squadra, che esiste un sistema Italia in grado di realizzare iniziative importanti a sostegno dell'export".

"Le sfide da affrontare sono molte - prosegue - una per tutte quella di vendere e distribuire i prodotti ragionando anche sull'online e l'e-commerce che in Cina hanno un grande peso e una crescita continua. Dobbiamo capire qual è il modo migliore e più efficace per farlo con i nostri prodotti, come è già avvenuto per il fashion e il food. Anche il design deve seguire questa strada che si integra con quella della fiera fisica: mettendoci in sintonia e in relazione con venditori e acquirenti per conquistarli anche attraverso il web. La nostra forza è l'emozione dei prodotti unici presentati ogni anno nel luogo del design: il Salone del Mobile.Milano che ha conquistato la leadership mondiale con la sua capacità di guidare l'innovazione e di individuare i trend della modernità. Leadership che va mantenuta e rafforzata anche se molti vorrebbero strapparci questo primato, ad esempio copiando il modello della Design Week. Noi abbiamo quello che i concorrenti internazionali non hanno: il prodotto".

Il Salone del Mobile a Shanghai dimostra realmente la sua forza: prodotti unici, design che "detta la linea" del living, prezzi competitivi in rapporto alla qualità dei prodotti. Non solo quest'anno si è passati alla vendita esclusivamente online dei biglietti d'ingresso per gli operatori che l'hanno scorso erano stati più di 20mila e i "biglietti sono andati a ruba - conclude Claudio Luti -, abbiamo eliminato le code alle biglietterie con più tempo da dedicare alla visita degli stand e agli incontri d'affari con la possibilità di relazionarci meglio e in modo più efficace, con una visione strategica che guarda con attenzione al presente per programmare bene il futuro. Il Salone di Milano è la più bella e importante manifestazione di design al mondo: in quell’occasione si rappresenta la combinazione di innovazione, creatività, solidità industriale, qualità. Ci piace poter esportare in Cina una piccola parte del nostro valore e della nostra eccellenza. Dare l’opportunità agli operatori cinesi di apprezzare il nostro prodotto e alle aziende di avvicinarsi a nuovi potenziali clienti”.".

“A un anno dall’esordio del Salone del Mobile.Milano a Shanghai, in ritorno all'Exhibition Center delle nostre aziende dell’arredamento, del design e dell’illuminazione avviene in un momento positivo perché hanno rafforzato ulteriormente la loro posizione su un mercato che tra gennaio e luglio di quest'anno ha registrato una crescita superiore al 37% – commenta Emanuele Orsini, presidente di Federlegno Arredo Eventi -. La Cina è il settimo mercato di destinazione delle esportazioni italiane. Un successo non facile né scontato, ma costruito e voluto con una una sapiente combinazione di creatività, innovazione, professionalità e visione strategica che è riuscita ad aprire ai nostri prodotti le porte di questo Paese dalla storia e dalla cultura millenarie”.

"L' obbiettivo, da qui al 2021 è raddoppiare il fatturato del nostro export arrivando a 560 milioni di euro - prosegue Orsini -. Una sfida importante che può essere raggiunta facendo squadra, mettendo assieme come abbiamo iniziato a fare, sistema pubblico e privato. Il sostegno all'export è fondamentale e dobbiamo insistere su questa strada. La crescita ci incoraggia ma va sostenuta con convinzione e continuità. Pesano sul piatto delle relazioni commerciali le relazioni governative - e con la Cina sono eccellenti - e pesa il lavoro che sta facendo l'Ice, deve avere continuità e non essere soggetto all'instabilità politica. Le azioni sui mercati internazionali devono necessariamente essere di largo respiro, vanno programmate. Dopo l'affermazioni dei grandi brand vogliamo portare all'estero e in Cina in particolare, anche aziende più piccole ma di grande capacità innovativa per dar loro l'opportunità di crescere. Allestire uno stand di piccole dimensioni a Shanghai richiede un investimento che arriva fino a 250mila euro. E' chiaro che in questo scenario il ruolo dell'Ice in una fiera come questa è fondamentale per la selezione dei visitatori professionali e dei buyer. Ma lo è anche in Italia per sostenere il turismo industriale, portando in giro per i distretti i buyer stranieri in modo che possano visitare le aziende, apprezzarne la capacità produttiva, la qualità e l'innovazione, scoprire la bellezza e cultura dei territori dove sono radicate".

Produzione e cultura del design al centro degli impegni dell'associazione che alla politica chiede anche azione di più forti sul fronte della tutela come l'etichetta europea "Made in", che è fondamentale "per difendere il made in Italy e per garantire chi lo acquista", o il “bonus mobili che sostiene a costo zero per lo Stato il mercato nazionale e l’occupazione”, sottolinea Emanuele Orsini, che apre un altro fronte dell'export: "Stiamo lavorando a un progetto pilota, che potremmo definire Casa Italiana per entrare sul mercato delle case in legno in Cina, coinvolgendo qualche archistar per la progettazione... nei piani di sviluppo edilizio del governo cinese, è prevista la realizzazione di nuovi quartieri a sviluppo orizzontale, con edifici di due o tre piani, su modello di San Francisco e non possiamo dire la nostra sia a livello di costruzione che di arredamento".

A sottolineare la capacità di fare squadra dell'Italia in Cina, le parole di Ettore Sequi, ambasciatore d'Italia nella Repubblica Popolare Cinese, in occasione dell'inaugurazione. "Dopo il grandissimo successo dello scorso anno, la presenza di oltre centro aziende italiane alla seconda edizione del Salone del Mobile.Milano Shanghai conferma lo straordinario rilievo di questo appuntamento internazionale. Anche in Cina i numeri dimostrano il crescente apprezzamento per l’elevatissima qualità dei prodotti di design e arrendo italiani, che oltre a essere belli ed eleganti, sono estremamente funzionali e innovativi e, soprattutto, sanno stupire. Tutto ciò grazie alla capacità delle nostre imprese di saper ben combinare antica tradizione e tecnica con una ricerca costante di soluzioni innovative e sempre più all’avanguardia. Anche quest’anno, il Salone del Mobile mostra in Cina una delle grandi risorse del nostro Paese e porta a Shanghai l’atmosfera di Milano dove – da oltre 50 anni – si svolge la manifestazione, l’appuntamento del settore in assoluto più importante su scala mondiale”.