Deutsche Bank rischia un buco da 19 miliardi se arriva la recessione

L'istituto Zew usa le regole Fed e «smentisce» gli stress test. In Europa nodo da123 miliardi

Una voragine da 19 miliardi di euro in caso di crisi finanziaria. Dopo il ceffone ricevuto all'inizio di luglio, quando il Fondo monetario internazionale non aveva esitato a bollarla «come la maggior fonte di rischi per tutti», Deutsche Bank rimedia un altro manrovescio. Ancor più bruciante perché a rifilarlo è il tedeschissimo Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung, più semplicemente noto con l'acronimo Zew. Che fa a pezzi i freschi risultati degli stress test europei con i quali il colosso di Francoforte aveva rimediato, non senza qualche perplessa alzata di sopracciglio, una risicata promozione potendo far leva su un Cet1 ratio fully loaded che, in caso di scenario avverso, scenderebbe dall'11,1% al 7,8%.

Tutta questione di metodo. I più blandi parametri dell'Eba, sono stati sostituiti dall'istituto di ricerca economica di Mannheim con quelli molto stringenti adottati dalla Federal Reserve in seguito al crac di Lehman Brothers, concentrati soprattutto sul leverage ratio, cioè il livello assoluto di indebitamento di un istituto. Per coprire le perdite prevedibili in uno stress test condotto coi parametri della banca centrale guidata da Janet Yellen, a Deutsche Bank servirebbero quindi nuovi capitali per 19 miliardi, una cifra superiore di due miliardi all'attuale valore borsistico dell'istituto e molto complicata da rastrellare in un momento in cui i mercati guardano con diffidenza alla aziende del credito. «Non capiamo come si sia giunti a questa cifra», ha replicato la banca, ricordando che dalle prove condotte dall'Eba «non è emerso alcun fabbisogno di capitale per Deutsche Bank».

La stima dello Zew sembra comunque destinata ad alimentare i sospetti sull'effettiva efficacia dei test europei. Se da un lato l'Eba non tiene conto dell'impatto negativo sui bilanci derivante dalla politica di tassi negativi decisi dalla Bce di Mario Draghi, da un altro punto di vista gira lo sguardo dall'altra parte sulle esposizioni in derivati (e qui Deutsche avrebbe qualche problemuccio, data un'esposizione lorda da 55mila miliardi) e sulle più recenti cifre di bilancio (-98% gli utili del gigante tedesco nell'ultima trimestrale). Così, non è la sola Deutsche a uscire con le ossa rosse dopo essere passata sotto la lente dello Zew. Sono state infatti 51 le banche europee esaminate. E il risultato è choccante: il fabbisogno di risorse fresche è di 123 miliardi, con i casi più problematici rappresentati, oltre che da Deutsche, dalle francesi Société Générale (13 miliardi) e Bnp Paribas (10 miliardi), la cui capitalizzazione di Borsa è, però, superiore al potenziale buco.

Commenti

agosvac

Gio, 11/08/2016 - 12:27

Che Deutsche bank come pure la maggior parte delle banche tedesche fossero piene di derivati tossici era una cosa che già si sapeva. Ciò che meraviglia è che a riconoscerlo sia il tedeschissimo ZEU!!! Ora qualcuno, magari in cruccolandia , dovrebbe indagare anche sulla gestione della Bundesbank dell'ineffabile weidman!!!