Diamanti: non sono «per sempre», ma quasi

Pocaterra: «Non è proprio un investimento, ma più una protezione». Ecco come sceglierli

Quello in diamanti non è un semplice investimento. Gli inglesi lo chiamano «investment of passion». Ma come tutte le passioni bisogna stare attenti a non lasciarsi sopraffare dai sentimenti. Come ha raccontato di recente la trasmissione Report, in alcune banche si trova il promoter finanziario che propone diamanti come investimento sicuro. Queste banche però non ci dicono che il prezzo da loro proposto è oltre il doppio del valore di mercato. Quanto sono trasparenti questi investimenti?

«Sento spesso parlare di rendimento dei diamanti ma non c'è niente di più sbagliato; i diamanti non staccano cedole e non distribuiscono dividendi. Anche se questo non vuol dire che non siano un investimento interessante», sottolinea Marco Pocaterra, amministratore delegato di Diamond Love Bond, società specializzata in diamanti naturali esclusivamente della più elevata qualità (solo Puri, Taglio Triplo Excellent, Fluorescenza Assente), certificati dal Gia - Gemological Institute of America.

Ma non si tratta di un investimento finanziario, perché lo scopo primario non è quello di arricchire il patrimonio, bensì di proteggerlo nel lungo periodo. Per questo Pocaterra insiste nell'utilizzare il termine di tesaurizzazione, per chi ha un obiettivo di conservazione del patrimonio oltre i 15-30 anni, per sé e per i passaggi generazionali: «Diamond Love Bond, oltre a fornire una qualità elevata, applica prezzi che sono tra il 45 e il 65% inferiori rispetto ai concorrenti di canale bancario. Per i nostri clienti che desiderano realizzare un gioiello con i nostri diamanti, offriamo un servizio su misura altamente specializzato in partnership con Scavia, storica maison italiana di alta gioielleria dal 1911 in Via Spiga a Milano».

Ma per scegliere la pietra più adatta serve esperienza. E trasparenza, non promesse facili. Come per l'attività di ricollocamento: «Per i clienti deve essere chiaro che le società che offrono questo servizio non garantiscono in alcun modo il riacquisto del diamante a un determinato prezzo nel momento in cui l'acquirente volesse venderlo, offrono solo la ricezione di un mandato alla rivendita secondo la legge, senza nessuna garanzia di successo», spiega Pocaterra. Il consiglio per chi si accinge a comprare un diamante è però quello di dare la massima attenzione alla certificazione. Il Gemological Institute of America resta l'istituzione più autorevole. Nel settore dei diamanti ben noto il problema dell'over-grading, ovvero di istituti di certificazione disposti ad attribuire alle pietre caratteristiche che non hanno, di fatto facendone scorrettamente lievitare i prezzi. Ed a questo si aggiunge la nuova minaccia dei diamanti sintetici. Anche in questo campo il Gia è l'istituzione all'avanguardia.

Quello dei diamanti naturali è un mercato che su scala globale vale oggi 70-75 miliardi di dollari, ma la domanda, per la rarità stessa delle pietre, supererà sempre l'offerta. «La rarità è in assoluto il principale driver per i diamanti», conclude Pocaterra, «per questo Diamond Love Bond seleziona solo la più alta qualità. Crediamo a tal punto nell'apprezzamento atteso dall'alta qualità e nella crescita della richiesta da parte della nostra clientela internazionale, che abbiamo lanciato una campagna pubblicitaria per acquistare direttamente dai privati diamanti naturali di colore D sopra i 5 carati e diamanti fancy natural color».

CC