Il diktat della Bce abbatte Carige

Sulla paura del bail-in il titolo cede il 10%. Ora c'è poco tempo per rivedere il piano. Lista dei fondi per il cda

Massimo RestelliLa Borsa non ci ha messo molto a fare il conto dei danni in «casa» Carige dopo la lettera dicktat della Bce: ieri il titolo è colato a picco del 9,6% a 57 centesimi. Il documento dell'Eurotower è datato 19 febbraio ma è stato diffuso dalla banca solo giovedì notte dopo un passaggio in cda. Sulla banca ligure, prossima al ribaltone al vertice voluto dal primo socio Malacalza, pende ora anche l'ordine dell'Eurotower di approntare sia un progetto per recuperare raccolta, sia un nuovo piano industriale. Dopo nuove svalutazioni sugli avviamenti i conti sono finiti in rosso per 101 milioni.L'urgenza sta tutta nelle date poste dalla Vigilanza Unica: il funding plan deve essere pronto entro fine marzo. La stessa Carige, già uscita a pezzi due anni fa dalla gestione di Giovanni Berneschi, denuncia che le «maggiori difficoltà di contesto si sono riflesse specialmente sulla raccolta diretta». Fatto che, nelle sale operative, è suonata come la conferma di una fuga dei depositi dopo il crac di Banca Etruria. A mettere la pezza provvisoria sarà l'attuale cda, in scadenza con l'assemblea del 31 marzo, mentre al lato industriale penserà il nuovo board disegnato da Vittorio Malacalza, primo socio di Carige con il 17,58%, che prevede Giuseppe Tesauro alla presidenza al posto di Cesare Castelbarco Albani e le leve di ad passare da Piero Montani a Guido Bastianini. Pronta anche la lista dei fondi (2% del capitale) con Giulio Gallazzi, Mariella Tagliabue e Massimo Desiderio. Genova, sempre su pressione Bce, deve rivedere le sue opzioni strategiche. Malacalza spinge da tempo per un'integrazione: le voci iniziali portavano a Bpm, che ora è in trattativa con il Banco. Le nozze sull'asse Milano-Verona non sono tuttavia facili sia per le condizioni poste dalla Bce sia per le resistenze dei sindacati interni, con cui si è schierata la Fabi di Lando Sileoni.Oltre che per il contenuto della lettera della Bce, alcuni operatori hanno storto il naso davanti al «ritardo» con cui Carige ha diramato la lettera della Vigilanza datata 19 febbraio, pur così rispettando il mandato alla «riservatezza» e alla «confidenzialità» ricevuto da Bce. La Consob setaccerà gli scambi alla ricerca di eventuali anomalie. Una settimana prima della Bce, Malacalza aveva «licenziato» Castelbarco e Montani. Da inizio anno Carige ha dimezzato il suo valore (-50%) e l'imprenditore ligure in poco meno di 12 mesi ha perso 167 milioni del suo investimento di 250 milioni. Va detto che la consegna del silenzio della Bce confligge con l'input alla trasparenza di Consob già dagli stress test; e di certo non migliora l'immagine della banca il costume di inviare le informazioni la sera tardi, piuttosto che alla vigilia di capodanno. Così come hanno avuto il loro peso alcune discutibili interviste dei vertici rilasciate di recente.

Commenti

marygio

Lun, 07/03/2016 - 16:15

la banca oggi è nelle mani di malacalza. il passato conta zero. tutti gli spiritosi che si buttano come gufi qua cascano male. tempo al tempo e il divertimento finisce