Per la direzione del «Corriere» è partita l'operazione Orfeo

Il direttore del Tg1 in vantaggio sul candidato interno Fontana perché così si libererebbe, per i renziani, la casella del telegiornale

di Marcello Zacché

Domani Ferruccio De Bortoli firmerà per l'ultimo giorno il Corriere della Sera . Quello in edicola il primo maggio sarà un numero «storico», dopo sei anni di direzione a cui bisogna aggiungerne altrettanti dal 1997 al 2003, per un totale di dodici anni al vertice del primo quotidiano italiano. Ma, come noto, fino a ieri si conosceva solo questa parte della svolta, essendo stata decisa più di sei mesi fa con un sorta di licenziamento a termine di De Bortoli, voluto soprattutto dal primo azionista di Rcs, la Fca (con il 16,8% del capitale) con il suo presidente John Elkann. La seconda parte, cioè il successore, non è ancora nota.

Ieri si è appreso che il nuovo cda di Rcs si riunirà domani, anche per indicare i comitati interni (tra i quali quello delle nomine, dal quale si deve passare per il direttore del Corriere ). E dunque in quella sede potrebbe emergere, in extremis, il nome del futuro direttore. In ogni caso nelle ultime ore è apparso chiaro che la scelta è ormai politica: regolati gli equilibri finanziari e di potere con l'elezione del nuovo cda - a cui si è giunti tramite una lista unitaria, appoggiata sia da Elkann, sia dal secondo socio e suo acerrimo nemico Diego Della Valle, sia dal presidente di Intesa e padre putativo del Corriere , Giovanni Bazoli (che a sua volta ha incrociato le armi con Della Valle fino a promuovergli contro una causa per diffamazione) - il nuovo direttore dipenderà soprattutto dai contatti politici in corso in queste ore tra i grandi soci (fondamentale anche il ruolo di regia di Mediobanca) e i palazzi romani.

In questa chiave l'ultima indiscrezione riguarda il ritorno in pole di Mario Orfeo, direttore del Tg1, spinto dal neo presidente di Rcs Maurizio Costa e dunque dal suo principale sostenitore nel nuovo cda, Della Valle. L'idea Orfeo sarebbe gradita al premier Renzi e ai suoi, perché così si libererebbe la casella del Tg1. Mentre, nello stesso tempo, una personalità come l'ex direttore di Messagero e Mattino è vista come più vicina alla politica e alla capitale rispetto all'altra forte alternativa: Luciano Fontana, l'attuale condirettore che rappresenta invece la soluzione interna, indicata dallo stesso De Bortoli nell'ultimo comitato nomine tenuto prima del rinnovo dei vertici e a questo punto sostenuta da Elkann.

In chiave Orfeo non un è caso che siano già circolati due possibili direttori renziani per il Tg1: ieri l'editore di La7, Urbano Cairo, a chi gli chiedeva di un possibile passaggio di Enrico Mentana al Tg1, ha risposto che «ha un contratto a tempo indeterminato» ma che con lui «c'è un ottimo rapporto, non sono solo i contratti che contano, evidentemente». Mentre circola anche l'ipotesi di un altro renziano di ferro come il direttore del Foglio, Claudio Cerasa.

Intanto ieri, mentre De Bortoli concludeva proprio a Roma il suo tour di congedo nelle grandi redazioni locali del Corriere, questa sembrava la coppia di nomi arrivata in «finale». Con l'ipotesi di una reggenza per Fontana a partire dal Corriere in edicola il 3 maggio (il 2 i quotidiani non escono per la festa del primo maggio).

Commenti
Ritratto di filatelico

filatelico

Gio, 30/04/2015 - 19:06

E' partita tanto bene che hanno nominato Fontana !!! Potreste fare i cartomanti !!! AHAHAH !!!