Draghi rassicura i listini, ma non basta

Mario Draghi difende a spada tratta l'Omt (Out monetary Transactions), il piano antispread finito sotto l'esame della Corte costituzionale tedesca. E lo fa a Berlino, proprio nel corso del Consiglio economico della Cdu (il partito di Angela Merkel). Anzi l'Omt oggi è «ancora più essenziale» rispetto a un anno fa, visto che nell'aria ci sono «potenziali cambiamenti nell'orientamento di politica monetaria» con possibili ripercussioni e incertezze in ambito internazionale. Il riferimento è alla volontà della Fed di rallentare la politica di stimoli monetari portata avanti finora. Le Borse europee, con l'eccezione di Milano (-0,3%), tirano il fiato e rimbalzano dopo i cali di ieri. Londra sale dell'1,2%, Francoforte dell'1,5% e Parigi dell'1,5%.
Ig, tuttavia, avverte: si tratta di un «rimbalzo tecnico dopo i forti cali dell'ultima settimana. Il sentiment rimane particolarmente fragile». E in effetti neppure la rivendicazione della legittimità dell'Omt basta a salvare lo spread, che risente, oltre che di uno scenario economico ancora in affanno, della stretta sulla liquidità annunciata dalla Fed e dalla banca centrale cinese. I rendimenti quindi salgono, a cominciare da quelli dei Paesi core e, di conseguenza, sono in crescita anche gli spread. Il differenziale Btp-Bund è schizzato a 308 punti, mentre quello tra Bonos (titoli spagnoli) e Bund è salito a 328 punti con il rendimento dei decennali di Madrid al 5,08%. Attenzione, quindi, avvisa Ig, all'emissione in agenda nella mattinata da parte del Tesoro di Bot semestrali fino a 8 miliardi. E ancora di più a quanto accadrà giovedì con l'asta dei Btp decennali. Il rischio in questo scenario di incertezza e di volatilità, avvisano gli esperti, è quello di rendimenti in crescita al 5%. In compenso il Tesoro invita alla calma: la recente risalita dei rendimenti dei titoli di Stato italiani non compromette la sostenibilità del debito pubblico. Lo ha ribadito, in una conferenza a Londra, Maria Cannata, responsabile della gestione del debito pubblico.
In questo contesto Draghi ha rassicurato i mercati sul mantenimento dell'attuale linea morbida di politica monetaria e di bassi tassi di interesse. «L'uscita dalla posizione accomodante è ancora lontana, visto che l'inflazione è bassa e la disoccupazione è alta», ha detto il governatore. Il numero uno di Eurotower sottolinea, poi, che l'Omt «ha abbassato i rischi per i Paesi core, quelli di un collasso dell'euro e di interessi di mercato distorti a causa dei flussi di liquidità verso paesi considerati sicuri». La difesa del piano di acquisto bond (peraltro finora mai avviato) è poi passata ai punti cardine ovvero: dal fatto che il piano può essere utilizzato «solo con le riforme monitorate da un processo di sorveglianza internazionale» e «non trasferisce il rischio dai Paesi periferici a quelli core». Draghi, infine, ha ribadito che la Bce «non agisce per comprimere gli spread in modo artificiale».
«Il solo Omt fa poco anche se è importante che il governatore ne abbia ribadito la legittimità» commenta Michele De Michelis, responsabile investimenti Frame Asset Management, secondo cui sarebbe auspicabile prevedere una politica monetaria espansionista (Qe) a sostegno della ripresa europea. «Ma fino alle elezioni tedesche di settembre non si muoverà nulla. Poi si vedrà. Magari si crea qualche spiraglio di intervento».