Draghi scrive all'Ue: "No al giro di vite sui bond bancari"

La Bce teme effetti negativi sui mercati, che potrebbe destabilizzarsi

Sono 150 le banche europee che si stanno preparando a essere passate al setaccio dei regolatori sotto la Bce. Nell'ottica di un'unione bancaria sempre più stretta, gli istituti di credito, tra i quali si trovano anche 13 italiane, da Unicredit a Intesa Sanpaolo, da inizio 2014 e per un anno saranno controllate da vicino dalla Banca centrale.

Se è vero che proprio alla Bce passerà il compito di vigilare sugli istituti, l'istituto guidato da Mario Draghi vuole essere certo - scrive Repubblica - di non trovare sorprese nei bilanci.

Il banchiere italiano ha scritto lo scorso mese alla Commissione di Bruxelles una lettera destinata a rimanere segreta.

Al centro della missiva il tema di come far fronte alle esigenze di capitale delle banche in vista della nuova vigilanza Bce, per evitare di imporre perdite a chi ha investito in obbligazioni delle banche.

I controlli della vigilanza europea non si limiteranno a valutare i bilanci, ma anche la resistenza in caso di choc economico. Potrebbe chiedere agli istituti di rafforzare il proprio capitale anche di decine di miliardi. Una mossa - soprattutto in Paesi come Italia, Spagna o Francia - non facile.

Si è fatta strada - complice la Germania - l'idea che gli istituti possano semplice rinnegare alcuni dei loro debiti. Un'ipotesi che Draghi trova rischiosa e potrebbe portare a una destabilizzazione dei mercati.