E adesso al Banco la solidarietà diventa un obbligo

Al Banco Popolare il management guidato dall'amministratore delegato Pier Francesco Saviotti ha pensato che «chi fa da sé fa per tre». L'accordo sul lavoro per con i sindacati, infatti, prevedeva per ciascun dipendente la possibilità di indicare volontariamente i tre giorni di «solidarietà» (si resta a casa e si perde un po' meno di una giornata di paga; ndr)da effettuare. Un escamotage che limita i tagli e favorisce le assunzioni. Secondo la Fisac-Cgil, circa 3.100 dipendenti hanno opzionato 18.500 giornate di solidarietà. L'obiettivo di 54mila giorni, però, non è stato raggiunto perché 14mila bancari non hanno scelto i propri giorni di «riposo forzato». Prossimamente il Banco emanerà una circolare. Ma questa volta la solidarietà sarà d'obbligo.