E-fattura, scontrini e abuso di diritto: così cambia il Fisco

Dalla rivoluzione telematica delle fatture alla stretta del fisco internazionale delle imprese

Dalla rivoluzione telematica delle fatture, che cambia controlli e scontrino, a quella del fisco internazionale delle imprese, che punta a dare certezza tributaria alle imprese. Ecco le principali novità previste dal "pacchetto" di tre decreti delegati, approvati in prima lettura dal governo per attuare alcune importanti norme della riforma fiscale.

CAMBIANO CONTROLLI E SCONTRINI

La fattura elettronica, ora obbligatoria per chi tratta con la pubblica amministrazione, diventerà una scelta possibile anche nelle transazioni tra privati. L’avvio, opzionale, è previsto dal gennaio 2017 e gli effetti potrebbero essere dirompenti. In pratica chi aderisce invia al fisco, in modo telematico, le fatture e anche gli incassi di giornata, cancellando molti strumenti burocratici. Per le imprese ci sono anche altri incentivi: i principali riguardano l’accorciamento dei tempi per i controlli e la priorità sui rimborsi Iva. Per il fisco, ovviamente, è una rivoluzione sul fronte dei controlli. Saranno fatti "da remoto", senza necessità di disturbare l’impresa durante la sua attività. Ovvio, poi, che la selezione di controllare sarà decisamente più mirata. Ecco che l’impatto concreto per i cittadini è quello della possibile sparizione dello scontrino fiscale. Il tagliando cartaceo non scomparirà del tutto e potrà essere richiesto per certificare un acquisto, anche ai fini della garanzia. Ma non avrà valore fiscale, cancellando anche tutto l’armamentario di multe che l’accompagna. In alcuni casi, poi, la trasmissione telematica permetterà di "contabilizzare" la spesa direttamente sul 730 precompilato. L’opzione della fattura telematica ha effetto per cinque anni e si estende di quinquennio in quinquennio. Per i gestori dei distributori automatici la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati è obbligatoria.

ARRIVA L’ABUSO DI DIRITTO

Il fisco italiano si adegua alle norme europee in termini di Abuso di Diritto, una forma di elusione fiscale. Il meccanismo prevede che il fisco debba contestare le operazioni che realizzano "un indebito vantaggio fiscale dell’impresa. Ovviamente è necessario che nell’operazione sia "assente sostanza economica" e che "il vantaggio fiscale sia la ragione essenziale dell’operazione". In questo caso le operazioni elusive diventano inefficaci ai fini tributari. L’onere della prova spetta al fisco - e questo gli complica un pò le cose - mentre il contribuente dovrà dimostrare la sussistenza di "valide ragioni extra-fiscali" che consentono di annullare l’accertamento. Ma, a differenza del passato, l’abuso riguarda tutte le imposte e quindi si estende (ma si definisce con precisione) l’area dell’accertamento per l’elusione fiscale.

TEMPI DELL'AZIONE PENALE

L’obiettivo del governo è quello di dare certezze alle imprese, ma rischia di vanificare alcune indagini già realizzate. Di fatto viene delimitata la possibilità di "raddoppiare" i tempi per portare a termine gli accertamenti fiscali che hanno risvolti penali. Sarà necessario che la denuncia ai magistrati venga inviata entro i quattro anni, cioè entro i termini ordinari di accertamento fiscale. Oggi invece bastava presentare la denuncia anche dopo questo termine.

TUTORAGGIO PER LE GRANDI IMPRESE

È la versione per le imprese del 730 precompilato. Gli esperti dell’Agenzia delle Entrate affiancheranno le grandi imprese (sopra i 10 miliardi di fatturato) che lo richiedono, guidando per mano gli adempimenti fiscali e dando quindi certezza tributaria. Di fatto uno scambio continuo di informazione consente un controllo preventivo che serve a prevenire potenziali "liti" fiscali. L’obiettivo è favorire gli investimenti anche delle imprese internazionali "sminando" i rischi fiscali. Prevista anche la priorità nell’interpello in caso di operazioni sopra i 30 milioni di euro.

PIÙ CERTEZZE PER IL FISCO INTERNAZIONALE

Vengono stretti i bulloni per il fisco internazionale delle imprese. Triplice l’obiettivo: dare certezza alle imprese, ridurre gli adempimenti, eliminare lacune e distorsioni del sistema vigente. In una parola si punta a favorire le imprese che investono, più che a penalizzarle. Vengono regolate le doppie imposizioni (con la possibilità di scontare questo raddoppio non solo con un credito d’imposta). Paletti vengono poi messi al regime del transfert pricing, cioè sul trasferimento dei prezzi intragruppo. Vengono regolate le norme sulla "stabile organizzazione" e anche quelle che governano il ruling, cioè la procedura di accordo preventivo per disciplinare il pagamento delle imposte di una specifica società nel caso in cui si debba dividere il tributo tra due diversi Paesi. Anche in questo caso l’obiettivo è quello di dare certezza tributaria alle imprese.

Commenti

Paolino Pierino

Mar, 21/04/2015 - 21:29

Il mondo dei sogni se per il 730 normale hanno scritto un mare di istruzioni e moltissime czzte pensa un poco per il resto fatture elettroniche scontrini in tempo reale accrediti e rimborsi IVA ed altre sempre in tempo reale e via dicendo I soldi per pagare le fatture dove li trovano?

cgf

Mer, 22/04/2015 - 02:13

Io sarei il primo ad adottare questi sistemi, nulla da nascondere quindi frega nulla di mandare le fatture e/o gli scontrini, anzi risparmio carta, registri e tot altro. Ma che Paese di meNTa sta diventando? eccesso di diritto? non dovrebbe essere che tutto ciò che NON è vietato è permesso? devo dipendere dalla DISCREZIONALITÀ di un funzionario? Ancora MENO CERTEZZE? meglio TRASLOCARE prima di essere anche accusato di eccesso di democrazia per aver espresso la propria opinione civilmente e pacatamente. Peggio della Russia di Stalin almeno li a rischiare di perdere tutto non era il popolo.

Giacinto49

Mer, 22/04/2015 - 10:23

Deficienti, non è l'evasione il primo nemico da combattere. Sono la corruzione e gli sprechi. Hai voglia a mandare soldi, stringendoti come un limone, se poi vengono lasciati nelle mani di ladri e approfittatori di ogni genere.

marcomasiero

Mer, 22/04/2015 - 10:32

... bah ... e quanto costa fare le fatture elettroniche non ve lo dicono mica ... si tratterà di acquistare un qualche software da uno dei soliti noti e il pirla di turno pagherà ... come al solito !

MarioRon

Lun, 05/10/2015 - 21:04

Oggi ho attivato la firma elettronica presso la camera di commercio, 70,00 euro, e fra tre anni si ripaga e fra sei anni si rifà tutto da capo. E' solo un nuovo businness regalato dallo stato ai soliti noti. Non ne posso più di questo sciagurato paese e ormai sono troppo vecchio per emigrare, e pensare che mio nonno ha perso la vita in russia per l'italia, se fosse ancora vivo sarebbe nuovamente in prima linea...a roma