E Marino fa il «grillino» all'assise di Acea


Le intemerate di Beppe Grillo alle assemblee di Telecom e quella, più recente, all'assise di Mps hanno fatto scuola. Il candidato sindaco di Roma del Pd, Ignazio Marino, ieri ha preso parte alla riunione dei soci di Acea, la multiutility della Capitale di cui il Comune ha il 51%, Francesco Gaetano Caltagirone il 15,9% e i francesi di Gdf-Suez l'11%. L'intervento del politico, tuttavia, si è basato su temi «qualunquistici» come la retribuzione dei manager, l'opportunità di un rinvio della nomina del cda a dopo le elezioni (tra l'altro ha attribuito erroneamente la designazione del nuovo ad Gallo ai soci privati) e il mantenimento della maggioranza in mani pubbliche. Eppure su Acea qualcosa da dire c'era. Il dividendo è salito da 0,28 a 0,3 euro nonostante l'utile sia calato del 10%. Il fronte delle multiutility continua a condannarsi allo splendido isolamento (vedi A2A e Iren) anziché fare sistema. Ma per Marino tutto questo non conta.