E il Tesoro ride: nuovo minimo storico per i Btp

L'Fmi alla Bce: «Tassi sottozero efficaci, ma è ora di puntare di più sull'acquisto di bond»

Grazie, Mario. A differenza dei musi lunghi tedeschi, dalle parti di via XX Settembre è da qualche giorno che i sorrisi si sprecano. L'effetto della politica ultra-accomodante decisa dall'ex governatore di Bankitalia attraverso gli acquisti di asset, e a colpi di tassi sempre più appiattiti, sta infatti rendendo decisamente più leggero il peso della gestione del debito da parte del Tesoro. I rendimenti dei Btp decennali continuano a segnare minimi storici; livelli così bassi mai raggiunti in passato tali che a fine anno il risparmio potrebbe essere attorno ai nove miliardi di euro. Ieri il tasso del 10 anni è sceso fino all'1,05% per poi chiudere all'1,07% (dall'1,08% di mercoledì scorso), mentre lo spread tra il nostro benchmark e il Bund tedesco è scivolato a 115 punti base, dai 119 della chiusura precedente. Buone notizie che fanno il paio con il collocamento, l'altroieri, di sei miliardi di Bot annuali al tasso negativo dello 0,19%, un livello mai toccato.

I rendimenti dei Btp decennali, seppur più sottili, presentano ancora una forza attrattiva in un mondo dominato dai tassi negativi, soprattutto nell'Eurozona dove quasi il 47% delle emissioni di bond governativi chiede ai sottoscrittori di pagare un premio. Titoli che, comunque, possono sempre essere rivenduti prima della scadenza incassando una probabile plusvalenza sul prezzo di acquisto proprio grazie allo shopping della Bce. Il Fondo monetario internazionale ha però ieri fatto il punto sulla politica di tassi negativi sui depositi presso la Bce. Per precisare che quest'azione ha «dei limiti, dal momento che l'Eurotower «ha uno spazio limitato per tagliare ulteriormente i tassi senza ledere la redditività delle banche». Un po' l'accusa rivolta dagli istituti tedeschi. Ecco perchè l'Fmi suggerisce di seguire anche un'altra strada. Per vincere le «sfide peculiari» imposte dai tassi, la banca centrale «potrebbe avere bisogno in futuro di dipendere di più dall'acquisto di asset», ossia di bond, in modo da alzare i prezzi degli asset stessi e la domanda aggregata sostenendo allo stesso tempo i prestiti.

RPar