E il valore di «3» trasforma la Borsa nel bar Sport

Telecom quanto vale? E, soprattutto, l'intervento di Hutchison Whampoa e del tycoon cinese Li Ka Shing può cambiare veramente i destini del principale operatore tlc italiano?
A queste domande, in teoria, dovrebbero rispondere gli analisti. Mai come in questa partita, però, la divergenza di opinioni è fortissima come quando al Bar Sport ci si confronta sulle performance di un asso del calcio. Basti guardare i prezzi obiettivo assegnati dalle varie case d'affari al gruppo presieduto da Franco Bernabè. Si passa, infatti, dai 0,45 euro di Ubs all'euro secco di Kepler.
Partiamo dalle valutazioni meno ottimistiche. Secondo gli analisti di Ubs, al di là degli ostacoli antitrust e politici (senza un governo con pieni poteri sarà difficile avere un pieno via libera; ndr), l'integrazione con «3» nei primi due anni brucerà cassa (300 milioni) e determinerà oneri di ristrutturazione per almeno 400 milioni. Allo stesso modo, senza visibilità sullo scorporo della rete, è difficile effettuare una previsione sulla riduzione dell'indebitamento, attualmente sopra i 28 miliardi. Discorso diverso per l'underperform di Cheuvreux: se «3» fosse valutata più di 2 miliardi, il prezzo pagato sarebbe molto premiante per i cinesi e diluitivo per gli italiani in quanto il valore d'impresa riconosciuto sarebbe pari a 7 volte l'ebitda, a fronte dei 4 della quotazione di Telecom.
Per Banca Akros (rating accumulate e target price 0,8 euro) gli ostacoli rappresentati dalle difficoltà in ambito regolamentare sono molto meno demoralizzanti rispetto al vantaggio che Telecom trarrebbe dal portare dentro casa un competitor che pratica politiche di prezzo molto aggressive. Inoltre, i tagli di costi generati da fusioni e acquisizioni nel settore tlc sono veri (e non presunti come spesso accade in altri comparti). Allo stesso modo, il progetto rappresentato dalla separazione della rete costituisce un ulteriore elemento di attrattiva. Anche Equita vede la possibilità di creare valore per un miliardo.
I report, però, non rispondono alla domanda sui benefici per i piccoli azionisti. O, per meglio dire, vi rispondono indirettamente. Un'operazione su Telecom (con i famosi 1,2 euro ad azione offerti ai soci di Telco) ha senso solo se il nuovo socio forte non sale sopra il 30% ed evita l'obbligo di Opa. A chi possiede il titolo non resta che incrociare le dita.