E Yellen punta in alto: «Quest'anno il Pil crescerà almeno del 3%»

Obiettivo 3 per cento. Come minimo. Inizia con propositi ambiziosi l'era Yellen, la prima donna a capo della Federal Reserve in 100 anni di storia della banca centrale Usa. «Credo che vedremo una crescita più forte quest'anno. Io e molti dei miei colleghi all'interno del comitato della Fed speriamo che la prima cifra della crescita (del Pil) possa essere un 3 piuttosto che un 2%...», ha dichiarato in un'intervista al Time.
L'America ha alle spalle una ripresa che «è stata lenta in modo frustrante», seppur il ritmo sia da rock&roll se paragonato al tango tragico dell'Europa. Adesso, però, sembrano esserci le condizioni per far ancora meglio: «Stiamo facendo progressi nel rimettere la gente al lavoro e prevedo che l'inflazione tornerà verso il nostro obiettivo di lungo termine del 2%». Una spinta aggiuntiva all'economia dovrebbe arrivare dall'«ulteriore ripresa» del mercato immobiliare».
Auspici di crescita che dovranno essere corroborati dalle scelte che dovrà compiere, a partire dal prossimo primo febbraio, questa ex allieva di James Tobin con l'ossessione degli alti livelli di disoccupazione. Sempre al fianco di Ben Bernanke negli anni della crisi, la Yellen ha già dimostrato di avere non solo la necessaria competenza, ma anche sufficiente sangue freddo per pilotare la macchina del quantitative easing. Toccherà proprio a lei completare entro la fine dell'anno il tapering, il processo di rimozione graduale degli stimoli già iniziato questo mese con una prima sforbiciata di 10 miliardi di dollari. Ma, alla fine, l'onda alta della liquidità non ha aiutato solo i ricchi? «Non è vero - la risposta della presidente in pectore - . Parte dello stimolo si concretizza in prezzi più elevati degli immobili e delle azioni, il che porta i proprietari di immobili e azioni a spendere di più e genera quindi posti di lavoro e reddito per tutta l'economia».