Ecco come i derivati appestano le banche europee

I derivati sono strumenti finanziari molto pericolosi che mettono a rischio l'intero sistema bancario europeo

Il sistema bancario europeo è affetto dalla malattia dei derivati e non ne ha la cura. Sembra essere la malattia del XXI secolo. Non colpisce però la salute fisica dei cittadini, ma ne può distruggere quella economica. Si tratta dei derivati. Il mostro finanziario che da un momento all’altro può far cascare qualsiasi sistema economico come un castello di carte. Come la creatura di Frankenstein si ribellò al suo creatore, così i derivati sembrano essersi liberati dalle loro catene. Ma cos’è un derivato? Il derivato, derivative in lingua inglese, è uno strumento finanziario nato per “difendere” un investimento. Ovvero un investitore concorda l’acquisto di un titolo entro un determinato periodo di tempo a un prezzo fissato. Per esempio il signor Gianni, nome di fantasia, decide di acquistare titoli della Coca Cola per il valore di 10 euro fra due mesi. Tuttavia c’è la concreta possibilità che in due mesi il valore dell’indice Coca Cola possa aumentare o diminuire, mettendo così a rischio di perdita o il signor Gianni o la Coca Cola. Per tutelarsi da un’eventuale perdita il signor Gianni può decidere di stipulare un altro accordo parallelo che prevede la vendita del titolo Coca Cola acquistato ad un terzo soggetto, ad un prezzo leggermente superiore ai 10 euro concordati. In questo modo il rischio di perdita per il signor Gianni è notevolmente diminuito.

Con il passare del tempo però lo strumento del derivato è uscito da questo schema di copertura del rischio ed è andato verso la più controversa materia della speculazione. Ovvero l’investitore non effettua più quest’operazione per coprire i rischi eventuali, ma semplicemente per guadagnare. Da qui i derivati diventano delle “semplici” scommesse, che vengono fatte su soldi che in sostanza non esistono. Come riportato dall’ “Indagine conoscitiva sugli strumenti finanziari derivati” redatta da Luigi Signorini, vicedirettore della Banca d’Italia, i derivati si sono differenziati nel tempo. Oggi possono infatti essere riconosciuti come futures e forward, options e swap. Sono strumenti diventati difficilissimi da comprendere e per questo i grandi istituti finanziari si sono ormai dotati di veri e propri squadroni di matematici pronti a decriptarne significato e funzione.

Ora a fronte di ciò qual è il pericolo per il comune cittadino consumatore o imprenditore che sia? Ciò che mette a rischio i risparmi dei cittadini europei e non è proprio l’esposizione che le banche hanno nei confronti dei prodotti derivati. Se infatti una banca fa un uso eccessivo del mercato dei derivati, può risultare eccessivamente esposta al rischio d’insolvenza e quindi alla perdita dei risparmi dei clienti. All’interno dell’Unione europea non vi è infatti una legislazione specifica che ponga freno all’attività delle banche sul mercato dei derivati. In una lettera del Presidente del Consiglio di Vigilanza Bancaria europea Daniele Nouy in risposta al quesito posto dall’europarlamentare Mario Borghezio sulla tipologia di controllo posta dall’Unione sui derivati, si può notare l’arretratezza di mezzi di cui si dispone. Nel testo si legge che il Consiglio di Vigilanza per monitorare l’andamento dei derivati ricorre “all’analisi del rischio di controparte, del rischio di mercato, del rischio operativo e del rischio sovrano”. Quattro fattori difficilmente monitorabili e da cui difficilmente si può comprendere il rischio di esposizione.

Un meccanismo contorto e inefficace che infatti ha permesso alla Deutsche Bank, uno degli istituti bancari cardine dell’Unione, di essere oggi esposta sui derivati per 55mila miliardi di dollari. Una cifra che vale oltre 15 volte il Pil della stessa Germania e quasi sei volte il Pil di tutta l’Europa. I derivati sono poi la causa della multa cui sono state sottoposte alcune delle principali banche europee. Credit Agricole, HSBC e Barclays sono state punite dall’Antitrust Ue per aver manipolato il mercato dei derivati. Un segnale che indica come tutte queste banche siano più che esposte a questi rischiosissimi prodotti finanziari. Sempre nel documento redatto da Luigi Signorini si può leggere come i derivati sono “fonte di potenziale instabilità”. Un rischio il cui onere va tutto sulle spalle dei risparmiatori europei.

Commenti

VittorioMar

Gio, 02/02/2017 - 16:52

..LI RIMANDASSERO INDIETRO A CHI LI HA EMESSI SAPENDO DI EMETTERE TITOLI TOSSICI !!!... SI SA BENISSIMO CHI LI HA EMESSI..!!

lambi65

Gio, 02/02/2017 - 17:00

veramente so 75.000 i miliardi, sommando tutti i deficit del mondo non si arriva a quella cifra.

Tommaso_ve

Gio, 02/02/2017 - 17:55

Chi ha emesso questi titoli? Chi sono i beneficiari? Se sono esposto per 75.000 miliardi chi è il mio creditore? È per caso lei Crudelini? Ed allora chi?

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Gio, 02/02/2017 - 18:25

ad un convegno dell'ordine dei dottori commercialisti ad Arezzo di 3 anni fa, ci venne detto che (all'epoca) il valore dei titoli derivati in giro per il mondo era pari a 70 volte il PIL mondiale.... suppongo che oggi siano di più. le banche non fanno più credito a famiglie ed imprese e giocano al casinò (con i soldi dei risparmiatori). la situazione è pericolosissima

Ritratto di navigatore

navigatore

Gio, 02/02/2017 - 19:36

fortunatamente tengo il soldo sotto il mattone ,in una ITALIA serva e schiava del sistema ,ed MPS sta nella mxxxa,non agitarsi troppo ...puzza

cgf

Ven, 03/02/2017 - 00:32

la Deutsche Bank è piena di titoli tossici che prima o poi scoppieranno. IDEM Commerzbank per non parlare delle varie banche locali. chissà perché la Merkel...

lambi65

Ven, 03/02/2017 - 13:36

@ Tommaso_ve dopo il salvataggio dello stato tedesco con 250 Miliardi di €, la stato tedesco comprò i titoli di DB sopravalutati,la DB continuò a vendere i titoli derivati al tasso del 4%, Ci fu uno scontro anche con Draghi a proposito. La Germania non vuole che si esca dell'euro per questo motivo, si ritroverebbe a fronteggiare da sola i 75.000 Miliardi. quindi andrebbe in deficit, anche vendendo tutta la Germania non coprirebbe neanche il 10%. con l'euro tutti saremo chiamati a sostenerlo e quindi pagheremo il debito in un modo o nell'altro. ha ragione Trump quando dice che l'euro è un marco travestito.