Ecco il pomodoro che sfida l'acciaio

Petti realizzerà a Piombino uno stabilimento da 500 addetti

Dalle acciaierie alle conserve di pomodoro. Il passo non è breve ma questo potrebbe essere il futuro di Piombino e dintorni. A Venturina, 10 chilometri dall'ex città del ferro e dell'acciaio, il gruppo Petti conta di far sorgere una filiera integrata per la produzione, lavorazione e distribuzione di un prodotto tipicamente italiano: il pomodoro. Certo non si parte da zero. Il gruppo Petti è una realtà che fattura 250 milioni di euro, di cui 12 milioni in prodotti di alta qualità che portano il nome di famiglia, che il pomodoro, per inciso, lo lavora dal 1920. «Vogliamo realizzare - ha spiegato Pasquale Petti, il giovane ad del gruppo- il più grande stabilimento agroalimentare toscano che impiegherà 500 addetti. L'investimento sarà di 60 milioni e sarà sostenuto grazie anche all'intervento della Regione Toscana che contribuisce all'operazione con finanziamenti agevolati». Il progetto è del resto importante per la Toscana in quanto il pomodoro è la prima produzione agricola della regione. «Tutti pensano alla Toscana come produttore di vino e olio - aggiunge Petti- in realtà la maggiore produzione è quella del pomodoro». Proprio per questo motivo il gruppo ha lanciato nel 2013 un progetto specifico dedicato solo al pomodoro toscano lavorato a bassa temperatura. «Il nostro è un esclusivo processo di lavorazione- ha spiegato ancora Petti- che ci ha permesso in soli due anni di conquistare oltre al 3% di quote di mercato». Quanto ai numeri nel 2015 sono stati trasformati oltre 700 quintali di pomodoro fresco e per il 2016 la previsione supera il milione di quintali. Il nuovo stabilimento, che prenderà il posto di quello esistente posto sempre a Venturina Terme, sarà pronto entro il 2020. Ma già in estate partirà il primo investimento per il polo logistico che darà lavoro a circa 30 persone. Il gruppo Petti guarda anche alla Borsa. «Il progetto c'è - ha spiegato Pasquale Petti- ma prima vogliamo che il nostro marchio sia ben conosciuto. Per questo stiamo spingendo per entrare in forze in tutti i punti vendita della grande distribuzione, Esselunga compresa. Siamo comunque già presenti all'estero dove il «made in Tuscany» è da sempre molto apprezzato».MC