Enav accorcia le rotte: è un "aiutino" ad Alitalia da 7,5 milioni all'anno

Ok al free route: chi vola sopra gli 11mila metri potrà fare scorciatoie. Ma non basterà

L'Enav allunga la mano ad Alitalia, a ridosso dal cda decisivo sul piano industriale o, per essere chiari, di salvataggio della compagnia di bandiera, previsto per 12 dicembre. Ma per Alitalia «l'aiutino» potrebbe non essere sufficiente a sostenerne la sopravvivenza. Nel mentre infatti giunge a conclusione alleanza con Air France-Klm, durata 16 anni e si riparla di piani industriali lacrime e sangue (fino 2mila esuberi ipotizzati) e, soprattutto, non sembra risanarsi la frattura tra le banche azioniste del gruppo (Unicredit e Intesa Sanpaolo) ed Ethiad, socio di riferimento al 49% del capitale. Una situazione particolarmente critica tanto da portare alle dimissioni di Antonella Mansi dal cda del gruppo, seguite a quelle di Jean Pier Mustier e Paolo Colombo che hanno motivato l'addio con i nuovi incarichi assunti ma non sono ancora stati sostituiti in cda.

Enav - società che controlla i cieli - intanto ha comunicato che saranno possibili le cosiddette operazioni «free route» nello spazio aereo italiano, ovvero le compagnie aeree in volo sopra gli 11mila metri non saranno più vincolate a precise rotte, ma potranno pianificare la traiettoria più breve, risparmiando carburante. Più in dettaglio Enav ha calcolato un taglio di 17,5 chilometri per ognuno dei 3.500 voli che giornalmente attraversano il Paese, pari un minor consumo di carburante. Complessivamente si parla di un risparmio di 140mila euro al giorno per tutte le compagnie che volano sulla Penisola.

Per Alitalia si può ipotizzare un risparmio di oltre 7,5 milioni di euro in un anno. Alitalia infatti rappresenta il 14,9% del giro d'affari di Enav che, a sua volta, genera il suo fatturato dal numero dei chilometri percorsi da ciascuna linea aeree nei cieli italiani. Un risparmio di tutto rispetto, ma che per Alitalia non è altro che una goccia nel mare se si considera che la compagnia di bandiera ha perso, nel 2015, 545mila euro al giorno per un totale di 199 milioni. E il trend è destinato a confermarsi visto che si attende per fine anno una perdita di gestione di 400 milioni che, nel 2017, potrebbe aumentare a 500 milioni. In questo scenario Ethiad, dopo aver immesso in Alitalia 560 milioni, sta chiedendo alle banche un impegno a lungo termine per sostenere il piano industriale. Ma la cassa è vuota e gli istituti di credito non sembrano disposti a sostenere eventuali ricapitalizzazioni, anzi punterebbero a chiudere le linee di credito. Non manca infine chi ipotizza un'altra soluzione di sistema, dopo quelle che finora sono costate al Paese oltre sette miliardi, e ad altri interlocutori attivi nell'ambito dei trasporti, a iniziare dalle Ferrovie, alle prese però con la fusione con Anas e la successiva privatizzazione.

Commenti

jenab

Gio, 08/12/2016 - 09:11

basta chiudiamola!!

cgf

Gio, 08/12/2016 - 16:52

@jenab alitalia è un'azienda privata al 100%