Enav, ok del governo alla vendita del 49%

Atteso un incasso fino a 900 milioni. Quotazione prevista ai primi di luglio

Maddalena Camera

Via libera dal governo alla vendita fino al 49% di Enav, oggi interamente controllata dal ministero dell'Economia, che quindi approderà in Borsa. La società dovrà, però, individuare strumenti di governance «a tutela dell'integrità delle informazioni», con l'adozione di misure tese a «disciplinare l'obbligo di riservatezza per tutelare l'accesso e la confidenzialità dei dati sensibili ai fini della sicurezza dello Stato». Un provvedimento necessario in quanto Enav è la società del controllo aereo che ogni anno sorveglia 1,6 milioni di voli in transito in Italia in 41 aeroporti, tra civili e militari.

L'azienda guidata dall'amministratore delegato Roberta Neri rimpolpa il carnet delle privatizzazioni volute dal governo Renzi: l'incasso stimato per il Tesoro potrebbe essere di 900 milioni. Enav che è stata valutata tra 1,8 e 2 miliardi, macina ricavi annui intorno a 850 milioni e utili per 40 milioni. Numeri che l'ad Neri ha illustrato ai grandi fondi candidati a investire in quello che sarà l'unico service provider quotato.

L'Ipo avverrà attraverso la vendita di azioni, con una tranche riservata ai dipendenti, nell'ambito di un collocamento per investitori istituzionali italiani ed esteri previsto nelle prime due settimane di luglio. Enav sarà anche la più grande privatizzazione del 2016, visto che lo sbarco in Borsa delle Ferrovie dello Stato è stata rimandata al prossimo anno.

Il mercato ora guarda ai due «precedenti» nel settore del controllo aereo: NavCanada e l'inglese Nats hanno parzialmente aperto il capitale agli investitori istituzionali, ma non attraverso la Borsa. L'Ipo della società italiana per il controllo aereo rientra in quelle privatizzazioni che l'Europa chiede da tempo. Il tassello dell'Enav si aggiunge peraltro alla campagna di cessioni avviata dall'esecutivo, che a inizio giugno ha dato il via libera anche alla vendita in Borsa della seconda tranche delle Poste: il 29,7% del capitale, per un importo prossimo ai 3 miliardi di euro, ancora in mano al Tesoro dopo la cessione del 35% alla Cassa depositi e prestiti.

Quella di Enav è la terza privatizzazione nel giro di un paio di anni. La prima è stata quella di Fincantieri che ha reso «solo» 350 milioni di euro. L'Ipo è stata fatta al prezzo di 0,78 euro mentre oggi l'azione vale meno della metà: 0,36 euro. Solo nell'ultimo anno il titolo ha lasciato sul terreno il 49 per cento. È andata meglio la quotazione di Poste Italiane che ha fruttato 3,1 miliardi di euro. Il collocamento è stato fatta a 6,75 euro, mentre ora l'azione vale 6,85 euro.