Enel all'attacco di Telecom «Via alla fibra in 250 città»

L'ad Starace annuncia per il cda del 22 l'accordo con Wind e Vodafone e l'ingresso dei fondi nella newco Open Fiber

C'era anche Tommaso Pompei, responsabile di Enel Open Fiber all'audizione dell'ad della società elettrica Francesco Starace, alla commissione Lavori pubblici e industria del Senato. Un incontro per cercare di capire le strategie di Enel nella realizzazione della rete in fibra ottica. L'annuncio è stato fatto un anno fa, ma fino ad ora i passi in avanti sono stati pochi. Ieri però Starace ha dato qualche numero. Il dossier «fibra» sarà sul tavolo del cda il 22 marzo prossimo e la newco capitanata da Pompei dovrebbe portare la nuova rete di Enel in 250 città. Contestualmente dovrebbe essere anche annunciato un accordo commerciale con Vodafone e Wind. Inoltre in Open Fiber, dovrebbero entrare, ha detto sempre Starace, due fondi di investimento che potrebbero essere soci o finanziatori. Saranno, però, le due società di tlc i «clienti» che provvederanno ad «accendere», la fibra spenta posata da Enel nelle sue infrastrutture, quelle che portano energia nelle case degli italiani. Non di tutti, però, dato che con la liberalizzazione del mercato le aree delle grandi città sono finite sotto l'egida delle municipalizzate. Infatti, delle 250 città dove Enel conta di portare la fibra ai clienti in zone A e B, ossia non quelle a fallimento di mercato, la sola città medio-grande dove la società elettrica ha effettuato delle analisi di fattibilità sul campo è Padova. Vero è che Enel, dopo la non felice esperienza di Wind, che aveva come ad proprio Pompei, non ha nessuna intenzione di diventare un operatore di tlc. La fibra che sarà posata infatti sarà a disposizione di tutti gli operatori. E quindi anche di Telecom e di Fastweb che al momento lavorano a un progetto proprio. Giuseppe Recchi, presidente di Telecom ha annunciato pochi giorni fa che entro marzo saranno mille i Comuni coperti con la banda ultralarga, e che ora è già sopra quota 900. L'entrata di Enel sul fronte della realizzazione della rete a banda ultralarga non è comunque un'idea originale dei vertici della società. Enel ne avrebbe fatto volentieri a meno, anche perché le specifiche dei nuovi contatori non richiedono la posa della fibra ottica. L'ex-monopolista è stata infatti spinta su questa strada dal governo. Un'idea che non ha fatto certamente piacere all'altro ex-monopolista coinvolto nell'impresa, ossia Telecom. Tra i due «ex» i rapporti sono tesi anche per lo strano intreccio che i nuovi servizi «smart» potrebbero portare tra tlc e energia dove anche le lampadine, secondo un progetto di Philips, diventano intelligenti e connesse in rete. Al momento i due giganti si guardano un po' in cagnesco ma l'atteggiamento potrebbe mutare se, come da indiscrezioni, il 25 maggio all'assemblea Telecom, Vivendi, ossia il maggiore azionista, spingesse per far saltare l'ad Marco Patuano, strenuo difensore della rete e dell'indipendenza della società.

Commenti

marygio

Ven, 18/03/2016 - 15:48

si spera che vivendi mandi a casa questa gente inutile e dannosa. insistere col tenere tim brasile è da manicomio. negli anni gli è costata miliardi che se investiti in italia cambiavano la storia di telecom. i discorsi stanno a zer0:o si è incapaci o è altro di ben peggio