Enel, fibra in 224 città Starace: «In 3-4 anni 250 milioni di margini»

La società elettrica non teme sovrapposizioni della sua rete con Telecom. Che però ribatte: «Noi già presenti in mille comuni»

Maddalena Camera Enel spinge l'acceleratore sulla banda ultralarga. L'ex-monopolista è pronto a realizzare una rete in fibra in 224 città investendo 2,5 miliardi di euro. Enel Open Fiber sarà guidata da Tommaso Pompei e si muoverà nelle aree A e B, cioè quelle ad alta appetibilità di mercato. Quelle dove c'è già Telecom. Che, infatti, fin dall'inizio non ha apprezzato la discesa in campo di Enel sul suo terreno di gioco. Il pericolo sono le sovrapposizioni della nuova rete in fibra. «Non importa» ha detto l'ad di Enel Francesco Starace nella conference call dedicata ai conti. Starace ha anche aggiunto che «l'idea di Telecom di cablare mille città ad è più un annuncio che un piano dettagliato». Per Starace inoltre il piano Enel può integrarsi con quello di Telecom. «Se troviamo che Telecom - ha detto Starace - ha già fatto qualcosa vorrà dire che ridurremo il nostro investimento». La società di tlc però, toccata nell'orgoglio, non ha fatto attendere la risposta. «Le mille città non sono un annuncio ma quanto già effettivamente fatto sul fronte della rete in fibra, come già annunciato dal presidente Giuseppe Recchi». Secondo indiscrezioni, inoltre, Enel, delle 224 città menzionate, avrebbe portato avanti esplorazioni concrete per la realizzazione della rete solo in 10 di esse. Tutti centri medio piccoli visto che la società ha comunque assicurato di non volersi sovrapporre con Metroweb nelle 10 città dove questa è già presente. Quanto alle temute aree a fallimento di mercato, quelle dove portare la fibra sarà soltanto un onere, Starace ha spiegato: «Ci stiamo muovendo sulle aree A e B perché in quelle di fallimento di mercato, C e D, noi non investiremo ma potremmo partecipare alle aste per i servizi». Nella società di Enel potrebbero entrare un paio di fondi ma non Wind e Vodafone, con le quali ci saranno accordi di carattere strategico e commerciale. Il nuovo affare tlc, comunque, per Starace dovrebbe dare ritorni sugli investimenti in 3-4 anni intorno ai 250 milioni di euro. «Se non ci fosse stata la possibilità di agganciarsi alla sostituzione contatori - ha aggiunto l'ad- l'operazione sarebbe costata 3 miliardi di euro ed Enel non si imbarcata nell'impresa». Il problema è che i nuovi contatori Enel in sostituzione dei vecchi non sono particolarmente interattivi e non hanno bisogno di un collegamento in fibra ottica come aveva spiegato lo stesso Starace in una precendente occasione. Enel spera di guadagnare affitando la sua la sua fibra spenta a diversi operatori. Peccato che questa è la stessa operazione che conta di fare Telecom. Sul fronte della società di tlc oggi ci sarà la riunione del comitato nomine. Il nome di Flavio cattaneo resta in pole per la nomina di ad anche se pare che sia stato annullato lo strategy day del 12 aprile. Forse perché troppo vicino alla nomina del nuovo capo azienda. Ieri, nel saluto all'ex ad Marco Patuano Asati, l'associazione dei piccoli azionisti ha lanciato l'allarme sulla possibile vendita del Brasile.

Commenti

marygio

Mar, 29/03/2016 - 15:18

allarme brasile? asati non rappresenta un bel niente se non i propri interessi e quelli dei sindacati. sono anni che delirano......