Enel inizia bene il 2015 e si concentra sul debito

Dati trimestrali in forte crescita, ma l'indebitamento resta alto Starace al lavoro sulle cessioni

La cura Starace inizia a dare frutti in casa Enel. Anche se il debito resta la spina nel fianco della società concentrata sulla rifocalizzazione del business (più green e meno energia tradizionale) e sul taglio dei costi. Una strada lunga che parte comunque da un primo trimestre incoraggiante (sui conti il titolo ha segnato un +4% a 4,22 euro). In particolare, grazie al recupero in America Latina, alla performance nel retail in Italia e in Spagna e alla crescita nelle rinnovabili. Numeri alla mano, Enel ha chiuso il periodo gennaio-marzo con un risultato netto di 810 milioni (+7,3%), l'ebitda a 4 miliardi (+0,8%) e i ricavi in crescita del 9,8% a 19,9 miliardi. Nel dettaglio, leggendo la voce fatturato Paese per Paese, è positivo il contributo dell'Italia (+13,6% a 0,3 miliardi), della Penisola Iberica (+3,7% a 5,35 miliardi) dell'America Latina (+28,1% a 2,6 miliardi) e della divisione green (+15,7% a 812 milioni). Fanalino di coda, invece, per i ricavi dell'Europa dell'Est (-17,4% a 1,2 miliardi).

«La strategia di rifocalizzazione sul business e sulla ricerca dell'efficienza operativa sta portando al rafforzamento dei conti del gruppo» ha commentato l'ad Francesco Starace. Resta il nodo debito, voce di bilancio che, nel primo trimestre, ha deluso un po' gli analisti che sottolineano come «poco positivo e oltre le attese» il dato salito a 39,5 miliardi, dai 37,4 miliardi di fine 2014 (+5,75). Certo, ben sotto i 44,5 miliardi di fine settembre 2014, ma comunque un livello «su cui - commenta un analista - sarà necessario lavorare pur in un momento di tassi bassi favorevoli». D'altra parte, Starace ha ereditato questo livello di debito dalla gestione precedente, che per molti anni ha scontato la costosa operazione di acquisto di Endesa. Enel ha comunque ricordato che sono già in corso alcuni dei programmi di cessione di asset previsti nel piano industriale ed è stata avviata la riorganizzazione societaria in America Latina per semplificarne le governance e promuovere la creazione di valore. L'obiettivo è di raccogliere 5 miliardi nel biennio, per finanziare lo sviluppo e ridurre il debito.

Starace ha spiegato che spera di portare a casa un miliardo dalla vendita degli asset gas e rinnovabili in Portogallo, mentre ha stimato in 750 milioni il valore di mercato di Slovenske. Uno dei dossier più caldi sul tavolo in questo momento e per il quale Starace ha annunciato un'uscita graduale e solo dopo «la costruzione dei nuovi reattori nella centrale di Mochovce» come auspicato dal governo slovacco. «Siamo convinti che è nel miglior interesse delle parti almeno fino a quanto non saranno completati i lavori. Preferiamo così, anche perchè pensiamo che un'uscita graduale potrebbe creare più valore di un'uscita rapida».