Eni riporta le trivelle in Libia

L'intesa mirata a riprendere le esplorazioni nel Paese

Si riparte. Nonostante la delicate situazione politica, l'Eni torna a scommettere sulla Libia: il Cane a sei zampe ha infatti deciso di riprendere le esplorazioni nel Paese nord-africano dove è presente dal 1959. Da qui la firma di un accordo che vede coinvolte anche Bp e la libica National Oil Corporation (Noc). In base alla lettera d'intenti firmata a Londra dal presidente della Noc, Mustafa Sanalla, dall'ad di Bp, Bob Dudley, e da quello di Eni, Claudio Descalzi, al gruppo italiano viene assegnata una quota del 42,5% nell'Exploration and production sharing agreement (Epsa) di Bp in Libia.

L'obiettivo è quello di rilanciare le attività di esplorazione e sviluppo e di promuovere un ambiente favorevole agli investimenti nel Paese. «Questo di oggi (ieri, ndr) è un importante traguardo che darà la possibilità di liberare il potenziale esplorativo della Libia, riavviando le operazioni dell'Epsa sospese dal 2014 - ha dichiarato Descalzi - . Inoltre, contribuisce a creare un contesto attrattivo per gli investimenti, volto a ripristinare i livelli di produzione e le riserve di idrocarburi del paese attraverso le infrastrutture già esistenti in Libia. Per Dudley, «è un passo importante verso il nostro ritorno a operare in Libia: lavorare a stretto contatto con Eni e con la Libia ci consentirà di anticipare il riavvio dell'esplorazione in queste aree promettenti».

Commenti

killkoms

Mer, 10/10/2018 - 20:01

perché non fanno ricerche in adriatico,ove si dice ci siano buone possibilità?