Per Eni trimestre in rosso ma obiettivi tutti confermati

Pesa il prezzo del petrolio. La ripresa del Kashagan e della Val D'Agri potrebbero sostenere i ricavi 2017

Il prezzo basso del greggio e lo stop in Val d'Agri peggiorano i conti di Eni nel terzo trimestre. Così, il risultato netto «adjusted» è stato negativo per 480 milioni nel trimestre, come il risultato netto per 560 milioni nel trimestre. Cash flow pari a 1,44 miliardi (-19%) e indebitamento finanziario netto a 16 miliardi. Il consenso degli analisti era migliore rispetto ai risultati e come conseguenza il titolo è sceso in Borsa dell'1,75%. In ogni caso, ha detto l'ad del gruppo, Claudio Descalzi, «le strategie e gli obiettivi di gruppo, comprese le cessioni, restano confermati».

Il gruppo petrolifero ha prodotto 1,71 milioni di barili al giorno nel trimestre, in crescita dello 0,4% (+2,2% se si escludono il fermo in Val d'Agri, le operazioni di portafoglio e l'effetto prezzo dei contratti petroliferi). Il gruppo ha comunque confermato la guidance di un livello produttivo sostanzialmente stabile rispetto al 2015, nonostante il fermo Val d'Agri, dove nel frattempo è stata riavviata a regime la produzione. Ripartits, in anticipo rispetto ai programmi, anche la produzione di Kashagan attualmente pari a 100mila barili al giorno. Sono stati poi conseguiti «tutti i sei avvii di produzione da progetti rilevanti previsti a budget», ha annunciato Eni. La società ha ridotto del 20% gli investimenti rispetto a un anno fa, confermando i «capex» rispetto a uno scenario in cui il Brent quota attorno a 50 dollari il barile. Inoltre ha stretto accordi in Egitto e in Algeria per lo sviluppo delle energie rinnovabili. «Nel terzo trimestre abbiamo compiuto tre fondamentali passi nella messa a regime del nostro portafoglio upstream: la stabilizzazione a plateau della produzione di Goliat, il riavvio di Kashagan e il ramp-up di Nooros, testimonianza del successo della nostra strategia esplorativa che privilegia la riduzione del time-to-market» - ha detto l'ad, Claudio Descalzi.

Invece i business mid-downstream sono tutti positivi in termini di free cash flow, nonostante il contesto negativo, prosegue la realizzazione dei piani di ottimizzazione, «mentre nel trimestre abbiamo dato avvio alla fase esecutiva del nostro nuovo piano di produzione di energia da fonti rinnovabili», ha aggiunto Descalzi. In merito alla produzione è previsto un livello sostanzialmente stabile rispetto al 2015 grazie ai ramp-up e agli avvii di nuovi giacimenti in Egitto, Norvegia, Angola, Venezuela, Congo e Usa.

MC

Commenti

marygio

Lun, 31/10/2016 - 10:53

inesorabile declino. sta a galla solo per i dividendi. dura minga dura no. prognosi: infausta. ahhhhhhhhhhhhhhh