Eni va a caccia di greggio e gas in Oman

Con Snam saranno potenziati i distributori di metano

Sofia Fraschini

L'Eni entra in Oman e apre una finestra strategica sul Golfo Persico. Il gruppo del Cane a sei zampe ha finalizzato ieri un memorandum of understanding con la Oman Oil company (Ooc), la società di Stato del Sultanato dell'Oman, per valutare le opportunità di cooperazione nel settore del petrolio e del gas. Si tratta di un passo altamente strategico per il gruppo guidato dall'amministratore delegato Claudio Descalzi che potrebbe riservare diverse sorprese sul fronte dell'esplorazione.

L'Oman infatti, oltre ad essere una controparte tra le più affidabili e sicura nell'area, è altamente inesplorata e potrebbe avere ingenti risorse da sfruttare. Per cominciare, il ministero del Petrolio e del Gas del Sultanato dell'Oman ha assegnato a Eni e alla Ooc i diritti di esplorazione del blocco 52, un'area di 90mila chilometri quadrati con una profondità d'acqua compresa tra dieci metri e 2mila metri situata nell'offshore del Paese.

«Questo accordo ha detto Descalzi - permetterà a Eni di iniziare a collaborare con un importante Paese e di investire in esso e ci darà la possibilità di allargare la nostra presenza in una regione chiave come quella del Medioriente. Questo è in linea con la nostra strategia di diversificazione del portafoglio esplorativo che avviene in bacini con potenziale di idrocarburi liquidi, sempre puntando a mantenere alte quote di partecipazione durante la fase di esplorazione».

Dall'attività tradizionale (gas e petrolio), al nuovo business green, ieri nell'ambito della mobilità sostenibile - Eni ha firmato con Snam un accordo quadro per lo sviluppo delle stazioni di rifornimento a metano in Italia. La partnership mira a realizzare nuovi impianti di gas naturale compresso (Cng) e liquefatto (lng) all'interno della rete nazionale di distributori Eni, favorendo l'offerta di carburanti alternativi a basse emissioni come il gas naturale.

Con questa iniziativa Eni rafforza di fatto la sua offerta: su una rete di 4.400 impianti, 3.500 erogano Eni Diesel+, il diesel premium con il 15% di componente rinnovabile, mentre circa mille impianti erogano gpl e metano.