Le entrate fiscali non mostrano ancora segnali di crescita Il Paese è in recessione e il premier se la prende con i più deboli Dati positivi solo dalla Finanza: scoperti 8mila evasori totali

RomaQuello Renzi sarà anche il governo del niente tasse e niente tagli, alla guida di un Paese che ha finalmente imboccato la strada della crescita, ma dai dati sulle entrate fiscali non sembra. Se si guarda attraverso la lente del fisco si vede semmai un Paese ancora in profonda crisi, con una classe politica che non trova altra risposta che fare cassa a danno di categorie già ampiamente penalizzate. Giù tutte le imposte legate in qualche modo all'economia reale. Le imposte indirette, indice dei consumi e quelle dirette che gravano su famiglie e imprese. Crescono soltanto quelle sulle rendite finanziarie grazie a una stangata a danno di chi cerca di costruirsi una pensione decente. I dati sono quelli diffusi dal ministero dell'Economia sulle entrate dei primi due mesi dell'anno. Unico segno positivo è quello che riguarda imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze. L'incasso in due mesi è di 1,3 miliardi, 500 in più del 2014. Il record, con un aumento delle entrate del 93%, è l'imposta sostitutiva sul valore attivo dei fondi pensione. Sono 500 milioni in più dell'anno scorso. Nel complesso, più di un miliardo di euro in due mesi, a danno di chi cerca di incrementare una rendita, falcidiata dalle riforme che si sono susseguite dagli anni Novanta. Tutto merito della legge di Stabilità del 2015 che ha incrementato la tassazione sui fondi pensione, peraltro con effetto retroattivo. In barba allo Statuto del contribuente.

La stangata su rendite finanziarie e pensioni è l'unica voce positiva, dicevamo. Perché per il resto il fisco sta risentendo della crisi del Paese. E in questo caso non è colpa degli evasori. Le entrate di gennaio e febbraio sono in calo del 5,6%. A consolare è però il dato sul gettito derivante dalla lotta all'evasione: l'attività di accertamento e controllo ha consentito di incassare nei due mesi il 32,6% in più, che vale 727 milioni di euro. L'Iva di gennaio è calata del 5% e dell'8,8% sulle importazioni. A febbraio, poi, la flessione diventa ancora più accentuata: nel complesso -7,1%. Male anche le imposte sui redditi, cartina di tornasole del lavoro. L'Irpef è calata dello 0,9 a febbraio. Un crollo anche per la fiscalità delle imprese, con l'Ires in calo del 57,1%.

Niente a che vedere con l'evasione fiscale. Il crollo delle entrate è frutto della crisi, mentre il recupero dell'evasione fa progressi. In un anno scoperti circa otto mila evasori totali e 13mila responsabili di reati fiscali, si legge nel rapporto annuale delle Fiamme Gialle.

Gli appalti finiti sotto la lente della Gdf valgono 4,6 miliardi, con quasi 1,8 miliardi «oggetto di assegnazione irregolare», 933 persone denunciate e 44 arrestate. Inoltre sono stati individuati sprechi per 2,6 miliardi di euro e frodi ai finanziamenti pubblici e al «welfare» per circa 1,5 miliardi di euro.

Dati che arrivano in piena polemica sul Def. Ieri il premier si è detto d'accordo con chi chiede di aumentare le pene per l'evasione e ha ribadito che nel 2015 non ci sono state nuove tasse. «Renzi come spieghi che la pressione fiscale è aumentata in 2014 a 43,5%?», ha replicato il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta.

Commenti

unosolo

Sab, 11/04/2015 - 10:36

La finanza , quanto lavorano , peccato solo che gli hanno tolto stanziamenti e non li mettono in possibilità di agire sempre e non solo su cose grandi , a volte dal piccolo si arriva al ciccione che gonfio di appalti li passa in sub appalto , diamo un incentivo oltre ai stanziamenti per mezzi e accessori che oggi servono alla Finanza , premio di rendimento alzarlo al pari di una certa somma recuperata a percentuale , praticamente come si usa in grandi aziende che dividono gli utili tra i dipendenti , sarebbe ora compensare quelle persone che Lavorano per la società tutta.