Esposto Findim su Telco per accelerare la fine del patto

Findim impugna di nuovo le «armi» su Telecom nei confronti di Telco, che ha in portafoglio il 22,5% dell'ex-monopolista. Ieri la società di Marco Fossati, che ha il 5% di Telecom, ha inviato alla Consob un esposto in cui sostiene che la holding partecipata da Telefonica, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali esercita un'influenza dominante sulle assemblee ordinarie di Telecom e quindi deve consolidare in bilancio tutto il suo debito. Findim, nell'esposto, fa una sintesi delle ultime nove assemblee, dal 2008 al 2014.
«Nelle prime tre considerata la percentuale di assenteismo dei soci, Telco seppur con una partecipazione minoritaria se rapportata all'intero capitale, ha sempre avuto la maggioranza assoluta del capitale presente in assemblea e, con ciò, ha potuto determinare l'esito delle votazioni».
La mossa di Findim è volta ad accelerare le decisioni degli azionisti Telco. Fossati vorrebbe che entro il 15 giugno i soci Telco sciolgano il patto che li lega. Un patto che, prima dell'ultima assemblea dove la lista più votata è stata quella di Assogestioni, gli consentiva il controllo della società.
Ieri Gabriele Galateri, presidente di Generali, ha detto che la società assicurativa si sta preparando ad uscire da Telco già a giugno. «L'ad Mario Greco - ha detto Galateri - ha dichiarato che lo faremo. La finestra di giugno è tecnica, e dunque non permette l'immediato smobilizzo della quota. Penso che sarà utilizzata con l'obiettivo di recuperare la disponibilità delle azioni». L'ad di Intesa, Carlo Messina, ha invece spiegato che è difficile immaginare il timing di uscita da Telco. «Sono tempi privacy sensitive -ha aggiunto - comunque, nel nostro piano, c'è l'uscita da tutte la partecipazioni non strategiche».
Bisognerà ora vedere cosa farà Telefonica, grande sconfitta della vicenda, che, quando il patto sarà sciolto, resterà primo azionista del gruppo di tlc con circa il 14%.