Etihad prende tempo: "L'ingresso in Alitalia? Non c'è nessuna fretta"

Del Torchio è ottimista: "Con Abu Dhabi siamo sulla strada giusta". A breve il confronto con i sindacati

Alitalia ha voltato pagina. Ieri l'assemblea ha preso atto del nuovo assetto azionario dopo l'aumento di capitale e la conversione del bond, ha eletto il nuovo cda che lo riflette, e ha aperto la fase della grande alleanza internazionale con Etihad. Quest'ultima, per bocca del numero uno James Hogan, che ha parlato da Berlino, ha messo le mani avanti: «L'analisi è in fase preliminare. Stiamo lavorando al processo. Non ho alcuna intenzione di fare alleanze per la fine del mese», ha detto, aggiungendo di non essere interessato a quote dello scalo di Fiumicino. Gli ha fatto eco Gabriele Del Torchio, confermato ad di Alitalia, che ha ribadito la «fase esplorativa» dei colloqui con gli arabi: «Ci scambiamo idee e progetti, l'importante è arrivare a un'operazione molto solida. Sono ottimista». Ma ha tranquillizzato: «Non siamo travolti dai tempi. Non siamo disperati e non siamo alla ricerca affannosa di un partner visto che, peraltro, ne abbiamo già uno, Air France». Una collaborazione «proficua per entrambi», che «non è mai stata messa in discussione», anche se Parigi in questa fase è scesa dal 25% al 7%.

Hogan ha chiarito: «La cosa importante in qualsiasi transazione è di fare una due diligence; se si vuole investire, che ci sia un piano chiaro per tornare alla redditività. Non prenderemo decisioni affrettate». A distanza, Del Torchio gli ha risposto: «Ci sono tutte le indicazioni per fare un buon 2014» e ha ribadito la volontà sua e del presidente Colaninno (anch'egli riconfermato ieri) «di portare Alitalia in condizioni commerciali e finanziarie tali da ripartire. Siamo sulla strada giusta. Abbiamo molto sofferto nell'ultimo periodo, ma i risultati commerciali di inizio anno ci danno fiducia». Del Torchio ha annunciato che nei prossimi giorni incontrerà i sindacati per un confronto sul nuovo piano industriale, e che «non ci sarà alcun licenziamento».
Ieri l'assemblea ha «fotografato» i soci dopo le operazioni sul capitale: i principali sono Intesa Sanpaolo (20,59%), Poste (19,48%), Unicredit (12,99%), Colaninno (10,19%), Atlantia (7,44%), Air France (7,08%), Riva (4,28%), Antonio Percassi (3,9%), Maccagnani (3,69%) e Pirelli (2,67%). Il nuovo consiglio scende da 19 a 11 membri: Roberto Colaninno (presidente), Gabriele Del Torchio (ad), Fabio Canè e Amedeo Nodari(Intesa San Paolo), Davide Maccagnani (Macca), Ranieri de Marchis (Unicredit), Pierre François Riolacci (Air France), Paolo Luca Stanzani Ghedini e Alessandro Zurzolo (Poste), Mario Volpi (Percassi), Antonino Turicchi (Atlantia).

Del Torchio ha voluto sottolineare che «ci siamo rafforzati sotto il profilo patrimoniale e ora dobbiamo rafforzarci su quello finanziario. Per questo stiamo discutendo con le banche per farci accompagnare nel piano di crescita». E infatti sul tavolo ci sono la ristrutturazione del debito e un'ulteriore linea di credito per 200 milioni. L'ultimo aumento - ha chiarito - «basta se saranno rispettati gli obbiettivi del piano, altrimenti sarà inevitabile un altro aumento».

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 14/01/2014 - 08:56

e fanno bene a prendere del tempo! gli arabi non sono stupidi, sanno che con gli italiani le fregature sono assicurate! come i debiti occulti, oppure vincoli che non possono sapere. chissà perchè queste cose le fa la sinistra... :-)

Ritratto di filatelico

filatelico

Mar, 14/01/2014 - 10:59

Caro Colaninno perché hai mandato tuo figlio in Parlamento?? Per lui non vale il conflitto di interessi???Altro che capitano coraggioso di dalemiana memoria, solo amico dei Sinistri e manager di grandi insuccessi vedi telecom