Euronext-Piazza Affari, preparativi di nozze

Favoriti restano gli americani, ma non si esclude il rilancio dei tedeschi

da Milano
Euronext continua a considerare con freddezza la proposta di nozze dei tedeschi di Deutsche Börse e lancia sguardi sempre più attenti a Borsa Italiana. L’assemblea degli azionisti svoltasi ieri ad Amsterdam non ha cambiato i termini della questione per quanto riguarda le offerte concorrenti di Deutsche Börse e del New York Stock Exchange. Ma Jean François Theodore, numero uno della società che gestisce i listini di Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Lisbona ha parlato molto di Piazza Affari, confermando che l’intesa tra il mercato milanese e la società paneuropea potrebbe arrivare già entro la fine di giugno.
Gianluca Garbi, numero uno di Mts, la società partecipata sia da Euronext sia da Borsa Italiana, che gestisce il mercato dei titoli di Stato, ha parlato di un progetto di acquisto da parte di Euronext. Più prudenti le reazioni ufficiali. Un portavoce della società mercato milanese ha confermato che la società guidata da Massimo Caputi ha risposto positivamente alle avance di Theodore e che si augura l’apertura di trattative formali al più presto. D’altra parte però è stato anche sottolineato che «ad oggi non esiste nessuno schema di come le due Borse potranno integrare le loro attività e qualune ipotesi formulata in merito risulta priva di fondamento». Una integrazione tra i diversi listini dell’area euro troverebbe comunque favorevole il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa (lo ha dichiarato lui stesso nei giorni scorsi) mentre la struttura federale di Euronext renderebbe con tutta probabilità più gestibile la complessità tecnologica e regolamentare dell’integrazione.
Quanto ad aggregazioni resta però ancora aperta la questione legata al triangolo Euronext, Deutsche Börse, New York Stock exchange. Gli azionisti della società guidata da Theodore ieri hanno scelto di non decidere. Come previsto hanno bocciato una mozione (presentata peraltro prima dell’accendersi della battaglia e dell’offerta provieniente da Oltreoceano) che avrebbe obbligato la società a una trattativa in esclusiva con i tedeschi. Nella mattinata i vertici del gruppo avevano liquidato come «fuorviante» un mezzo rilancio di Deutsche Börse, considerato non migliorativo. Nei prossimi giorni i vertici di Euronext si sono impegnati di fronte agli azionisti a studiare nel dettaglio le due offerte e a ripresentarle con un giudizio definitivo in occasione di una assemblea che sarà convocata il prima possibile.
In vantaggio è la proposta di Wall Street ma la platea degli azionisti di Euronext è formata in larga misura da fondi (e in special modo hedge fund) che hanno l’unico obiettivo di massimizzare il vantaggio economico ricavabile da una operazione di vendita. «In pratica», ha spiegato un gestore di questi fondi all’agenzia Apcom, «è tutta questione di soldi. Basterebbe che Deutsche Börse aumentasse il prezzo per sparigliare le carte in tavola».