Europa, banche in ripresa: gli utili toccano 36 miliardi

Il settore bancario è in ripresa, o quanto meno lo sono i maggiori istituti di credito europei. Lo evidenzia uno studio di Mediobanca relativo ai risultati registrati, nel primo semestre del 2013, dai primi 20 gruppi bancari del Vecchio continente. Gli utili aggregati sono saliti, infatti, del 35,6%, a 36 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2012. Al miglioramento hanno concorso la riduzione delle perdite sui crediti (-17,5%), il miglioramento nelle voci straordinarie a bilancio (passato da -10 a +2 miliardi) e, in ultimo, un minore costo del rischio (a 69,7 punti base in calo di 12 punti rispetto allo scorso anno).
In questo contesto di ripresa tuttavia, i due maggiori istituti di credito italiani, Unicredit e Intesa Sanpaolo, hanno fatto fatica a tenere il passo in termini di redditività con una percentuale di utile netto sui ricavi pari, in media, al 6,2% (rispetto alla media europea pari al 15,3%) e un Roe al 2,3%, dimezzato rispetto al 2012 e pari a un terzo della media Ue (al 6,9% dal 5,1% di un anno prima).
I nostri istituti sono penalizzati da due elementi: una struttura dei costi più elevata rispetto a buona parte d'Europa (il cost/incombe ratio si attesta al 64,4%, quello delle banche spagnole al 55%) e le elevate sofferenze (il rapporto tra perdite su crediti e i ricavi ha toccato quota 26,2%, rispetto al 14,45 europeo).
Mediobanca sottolinea, poi, come nella prima metà del 2013 siano saliti a 310 miliardi (+13%) i titoli di Stato dei Paesi Giips (Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna) detenuti dai maggiori gruppi bancari europei, un dato che rappresenta il 27,2% dei mezzi propri complessivi. Le situazioni più gravose sono state rilevate negli istituti italiani e spagnoli (204% per Intesa Sanpaolo, 79% per Bbva e 76% per Unicredit).
Per finire con una nota di auspicio, il rapporto evidenzia come nel semestre si siano sgonfiati i derivati (-18% ovvero mille miliardi in meno) che pure restano pari a quasi un quinto del totale attivo (4.462 miliardi). Qui, a primeggiare, sono state le nostre banche che hanno registrato una riduzione addirittura del 25%.