Exor fa il pieno con Sgs Meno debiti per Camfin

Tempo di conti per le cassaforti di Fiat e Pirelli. Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha chiuso il semestre con un utile di 1,67 miliardi, in particolare grazie alla cessione di Sgs, la società di certificazione svizzera, di cui Sergio Marchionne è ancora presidente. Al 30 giugno il net asset value è pari a 8,5 miliardi, in aumento di 913 milioni, mentre il patrimonio netto consolidato attribuibile ai soci della controllante ammonta a 6,19 miliardi, in aumento di 23,3 milioni. L'operazione permetterà al gruppo di chiudere il 2013 con un vistoso utile, mentre i risultati delle partecipate, ad eccezione di Fiat Industrial, stanno attraversando un periodo di incertezza. La controllata che opera nei camion ha prodotto un risultato di pertinenza di Exor di 126,5 milioni. Al contrario, la quota nel gruppo Fiat ha portato 3,5 milioni in meno rispetto al 2012, complessivamente un utile di 15 milioni. Un contributo positivo, ma azzerato dalle perdite generate dal controllo della Juventus che hanno inciso in negativo per 18,2 milioni. La quota in C&W Group, la partecipata che opera nel settore immobiliare ha avuto effetti negativi per 8,8 milioni di dollari, mentre dal gruppo Almacantar, società d'affari di Londra, sono arrivati 1,1 milioni di sterline. Nel complesso, la holding prevede, comunque, di chiudere il 2013 con un risultato positivo.
Passando alla galassia di Marco Tronchetti Provera, luci e ombre hanno caratterizzato il test di metà anno di Camfin, la cassaforte (sotto Opa, attualmente al 24%) fresca di riassetto e di divorzio dal gruppo Malacalza. L'utile del semestre si è attestato a 24 milioni e, a livello consolidato, il risultato si è dimezzato a 18,1 milioni (da 37,2). A pesare è stata «la flessione dei proventi netti da partecipazioni, a 31,8 milioni da 48,5, principalmente per effetto del minor risultato (38,5 milioni da 55) della collegata Pirelli & C». A livello patrimoniale, le immobilizzazioni finanziarie si attestano a 759,7 milioni (da 774,6 a fine 2012), mentre il patrimonio netto ammonta a 397,5 milioni (da 390,2). In calo il debito finanziario netto, sceso a quota 358,2 milioni contro i 380,2 dello stesso periodo 2012. Il risultato netto della capogruppo è invece cresciuto a 24 milioni, grazie all'incasso dei dividendi della partecipata Pirelli e ai minori oneri finanziari netti.