Facebook, Zuckerberg vincerà la censura cinese?

Il social network, oscurato dal 2009, è pronto alla conquista del mercato. Ma prima deve trovare un partner cinese

La Cina è terra di conquista per Mark Zuckerberg. Nonostante lì Facebook sia off limits dal 2009 – quando il governo di Pechino lo giudicò (alla pari di Twitter e Youtube) strumento potenzialmente sovversivo – il suo fondatore vuole mettere le mani su un mercato pressoché illimitato. Per riuscirci, come riporta il China Daily, deve trovare un partner commerciale cinese. E Zuckerberg i primi mattoncini li ha messi: dopo aver aperto un ufficio vendite ad Hong Kong, è stato ospite alla Tsinghua University di Pechino, dove ha tenuto una conferenza di mezzora nel corso della quale ha parlato in mandarino. Eloquio non perfetto, ma più che buono per uno che tra le altre cose, giusto due anni fa, ha sposato una ragazza cinese, Prsicilla Chan.

Ma c'è dell'altro. Il ceo ha ospitato negli uffici californiani di Facebook, a Menlo Park, Lu Wei, l'uomo a capo del dipartimento che regola Internet in Cina: da quando ne ha assunto il comando ha dato un'ulteriore stretta alle maglie della già rigida censura cinese. Il “caso” ha voluto che sulla sua scrivania ci fosse, ovviamente in bella mostra, “The governante of China”, libro (edito dal PCC) di Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese. E sembra che il numero uno del social ne abbia comprate numerose copie per i suoi colleghi. La foto che ritrae la raccolta di discorsi di Xi Jinping, insieme a Zuckerberg e al censore di ferro sorridenti, è stata pubblicata da China.com. Tre indizi fanno una prova.

L’interesse del social network verso il Dragone è ovvio: il potenziale pubblico di utenti toccherà presto quota 650 milioni. Come detto, per convincere Pechino la strada è una e una sola, “essere parte di una joint venture con una società che ha sede in Cina”. Il quotidiano riferisce, in merito, le parole di Brendan Ahern, responsabile degli investimenti di KraneShares (compagnia che gestisce fondi negoziali nella borsa cinese), che fa il nome del colosso BAT – che racchiude Baidu, Alibaba e Tencent –, con delle controindicazioni: “Un partner più potente vorrebbe più voce in capitolo rispetto a un partner minore come Weibo o Reren”, due social network legali e in grande espansione. AAA partner cercansi.