La famiglia Boroli-Drago fa il pieno di dividendi

De Agostini archivia il 2012 con risultati in miglioramento, trascinata da GTech (ex Lottomatica) che - contribuendo per il 60% ai ricavi netti dell'anno - ha compensato le pressioni subìte dal settore editoriale e media/communication. Conti alla mano, la società di Novara ha registrato un risultato netto consolidato di 142 milioni (in crescita di 86 milioni), ricavi stabili a 5 miliardi e un ebitda in crescita del 4% a 1,16 miliardi.
Numeri tutto sommato positivi che, nei ragionamenti degli azionisti, le famiglie Boroli e Drago, hanno prevalso sul risultato della capogruppo. Nonostante un utile in leggera flessione (da 16,87 a 15,8 milioni) l'assegno staccato ai soci è stato infatti di 35 milioni di euro, di cui 19 milioni attinti dalle riserve straordinarie.
Nel 2012, di fatto, il gruppo si è lasciato alle spalle le svalutazioni 2011 su Generali e Migros. Tuttavia, l'effetto delle rivalutazioni non si leggono nel conto economico, secondo i parametri Ias, ma sul Nav che è passato da 1,62 miliardi a 2,2 miliardi. Guardando alle singole aree di business, due terzi degli oneri non ricorrenti derivanti da impairment (12 milioni) sono imputabili al settore media.
In quest'area, hanno pesato quest'anno due società: Atresmedia, ex Antena3, che opera nel difficile mercato spagnolo e ha risentito del calo del mercato pubblicitario spagnolo; e Zodiak Media Group, società di produzione televisiva europea, appesantita dalla riduzione dei budget dei broadcater tv.
Passando alle attività editoriali, il contesto è rimasto critico, in particolare sul mercato italiano, sia per l'attività di partworks, sia per l'area libri. I ricavi complessivi sono scesi del 3,8% a 1,25 miliardi. E la situazione, sul fronte politico-normativo, non è affatto rosea. Secondo il dg Paolo Ceretti, infatti, i provvedimenti adottati dal governo sull'Iva «rischiano di far scomparire il settore editoriale in Italia». Il riferimento è all'aumento della tassazione sui prodotti collaterali (allegati) che dovrebbe entrare in vigore dal 2014. «Questi costi non sono certo scaricabil sul cliente - ha detto il dg - e sono estremamente penalizzanti per un settore che vive già la crisi. Per questo, e per l'attaccamento che ha la famiglia azionista all'editoria, ci stiamo muovendo con la Fieg per evitare che passi questo provvedimento».
Quanto al fiore all'occhiello del gruppo, GTech, Ceretti ha spiegato che «crescerà in aree chiave come il Sudamerica e l'Asia rafforzando la sua posizione in America. Infine, in merito alle altre controllate della galassia, De Agostini punta a uscire da Migros realizzando una buona plusvalenza. Il gruppo, che è nel capitale della catena turca attraverso un consorzio, potrebbe presto monetizzare, tuttavia, le tensioni ad Ankara delle ultime settimana hanno raffreddato il dossier. Quanto a Générale de Santé, De Agostioni deve affrontare entro ottobre 2014 il nodo di un maxi rifinanziamento dei debiti (1,1 miliardi) insieme ai soci Ligresti e Mediobanca.