Farinetti: dopo le critiche ho pensato di lasciare l'Italia

Il patron di Eataly dopo il duro scontro con i sindacati sui contratti che applica nei suoi negozi aveva pensato di lasciare l'Italia

Oscar Farinetti, patron di Eataly ha rivelato al Fatto Quotidiano la sua delusione per il mare di critiche con cui è stato attaccato dopo gli scioperi di alcuni store italiani, quello di Firenze in testa. Lo sfogo è arrivato durante il World Business Forum a Milano.

"Mi si vuole far passare per un hitleriano: mi ribello a questa visione che si ha di me, voglio resistere, sono figlio di partigiani, ma questa narrazione dei fatti è sbagliata. Non ho mai avuto società all'estero, non lo farò mai, andrò avanti con lo sviluppo italiano, ma di fronte a questo ti viene voglia di andare a lavorare dove la gente si lamenta di meno e dove c'è meno scandalismo" dichiara Farinetti che sostiene che nei picchetti davanti ai suoi negozi non ci siano mai i suoi assunti, ma esterni che strumentalizzano la protesta. Su 1700 dipendenti hanno sciperato in tre.

Tutti gli altri erano Cobas e sindacati, fossilizzati nella loro missione di mettere in fuga gli imprenditori dal nostro paese. Anche il patron di Eataly ha dovuto ammettere tra i denti che "Ho pensato di abbandonare l'Italia, ho sofferto molto per le polemiche che ci sono state, ci sto male. Forse ho commesso qualche errore, ma io investo, creo ricchezza e pago le tasse nel nostro Paese". Una fede che dopo le critiche ha vacillato per un momento.

Per rilanciare la sua immagine e mettere a tacere chi movimenta i picchetti ha poi confermato che entro l'anno l'80 per cento dei suoi dipendenti verrà assunto a tempo indeterminato.

Commenti

Agostinob

Gio, 30/10/2014 - 12:47

Speriamo! La speranza è l'ultima a morire. Ciò che non ha fatto prima, magari lo farà poi.

Miraldo

Gio, 30/10/2014 - 13:10

Ma cosa aspetti a levarti dalle palle e porta con te pure il Pinocchio di Pontassieve (Renzi) e i lavativi del M5S.

edo1969

Gio, 30/10/2014 - 13:20

può andare in romania e creare roumany

sergio_mig

Gio, 30/10/2014 - 13:23

Farinetti è troppo furbo, questo dall'Italia non si muove, sa benissimo che qui prende per i fondelli tutti per un pezzo di pane, all'estero mica può fare il furbo come in Italia, se lo inchiappettano subito, quindi il gradasso lo fa qui. È un buffone che ha avuto fortuna e i LECCHINI lo incensano. Farinetti e' amico di Renzi solo per convenienza.

Marcello.Oltolina

Gio, 30/10/2014 - 13:41

L'imbecillità di certi sindacati e sindacalisti come nel caso specifico è tra le cause di chiusura di aziende.

polonio210

Gio, 30/10/2014 - 13:55

Se vuole andare che vada pure,ce ne faremo una ragione.Meglio una trattoria per camionisti dove si mangia bene ed a prezzi convenienti che un suo locale,frequentato da radical-chic con la puzza sotto il naso.Ciao ciao buon viaggio!

Ritratto di fullac

fullac

Gio, 30/10/2014 - 14:26

ma che pretesa, già tanto che ti do un lavoro ( precario e sottopagato ) e pure ti lamenti ? beh allora così non ci sto mi vien voglia di andare via! MA PER PIACERE !!!!!!! DA UNO CHE VENDE CARAMELLE A 7 EURO A STICK ( NO A KILO ) E CON I PREZZI DI EATALY DEVI PURE SPECULARE SULLA PELLE DEI DIPENDENTI ? ( GRAZIOSAMENTE FORNITI DALLA POLITICA CON TE SOLIDALE ) PAZZESCO

cgf

Gio, 30/10/2014 - 15:43

si, però avere una catena di negozi "italiani" all'estero, chiudere quelli in Italia avrebbe fatto perdere non poco business, indi per cui....

cgf

Gio, 30/10/2014 - 15:47

La Ferrari potrebbe anche non subire troppe perdite in caso volesse trasferirsi a Detroit, Eataly, dopo aver chiuso in Italia... dubito possa continuare ad esistere, all'estero resta il fatto che in Italia hai chiuso e sempre meno vorranno conoscere perché, eviterebbero Eataly e basta, il gruppo sarebbe sempre più in perdita. mica sc_e_mo il fanciullo

Ritratto di filatelico

filatelico

Gio, 30/10/2014 - 17:05

IL sig Farinetti è l'espressione di un capitalismo straccione che ha sempre caratterizzato l'Italia. Se vuole abbandonare l'Italia non se ne sentirà la mancanza!!!