La fatica degli italiani a far squadra in Europa

Tajani e Nava sono eccellenze troppo isolate. In molti hanno altre priorità

Lo scorso anno la responsabile della vigilanza bancaria europea, Daniele Nouy, ha annunciato un meccanismo secondo cui tutti i crediti deteriorati delle banche dovranno essere svalutati al 100% entro due anni se non coperti da garanzie o entro sette anni se coperti da garanzie reali. Qualora la banca non effettui dette coperture dovrà darne giustificazione alla vigilanza, che potrà imporle di aumentare il capitale minimo (Cet1) tramite lo Srep.

In un Paese come il nostro, dove i tempi della giustizia ordinaria sono lunghissimi la possibilità di recuperare i crediti deteriorati da parte delle banche con queste tempistiche risulta oggettivamente impossibile. La lunghezza del nostro sistema giudiziario sarebbe una giustificazione più che oggettiva e non dipendente dalla volontà o dall'inefficienza di una banca nel recupero del credito. La pillola avvelenata contro lo Stato Italiano però sta nel fatto che la Bce ha messo le mani avanti, dicendo che i ritardi delle giustizia non possono essere addotti come giustificazione. Di fatto Nouy si è messa a fare politica in due modi: introducendo una norma sul capitale che sarebbe di competenza del parlamento europeo e, implicitamente, dichiarando il sistema giudiziario italiano, come contrario a norme non scritte sui tempi massimi della giustizia di un Paese europeo.

Qualche anno fa il parlamento Ue introdusse il bail-in che è stato causa di perdite importati per chi ha investito in banche italiane. Tutti in Italia, dalla politica ai vertici delle autorità di vigilanza hanno detto che la norma avrebbe dovuto non essere approvata in quel modo. Peccato che le stesse istituzioni, quando la normativa veniva approvata dal Parlamento europeo, non si non fatte sentire. Siamo arrivati troppo tardi.

Con questa nuova norma della Bce l'Italia, bisogna dirlo, si è mossa per tempo e dobbiamo ringraziare sia il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, sia il neo presidente Consob Mario Nava. Il risultato però sembra comunque non dissimile. Nouy va avanti non curante del fatto che sta facendo politica e le banche italiane quotate già includono nei loro corsi la stretta perché gli investitori non credono che le garanzie date da quest'ultima sull'applicazione caso per caso sarà di fatto rispettato. Ecco perché nonostante il salvataggio pubblico, Mps continua a perdere valore sul mercato.

La Bce non ha fatto molto per aiutare questa banca, anzi forse il contrario. Il bravo Nava l'abbiamo ora rimpatriato, ma abbiamo così perso un importante punto di riferimento in Europa. Un italiano che non ha paura di difendere anche gli interessi del suo Paese quando questi sono legittimi. Purtroppo ci sono altri italiani all'estero che hanno timore a difendere gli interessi del proprio Paese, anche quando sono oggettivamente validi, perché temono che ciò possa minare la loro carriera nelle istituzioni europee. L'effetto della nuova regola sarà di altri aumenti di capitale sulle banche e restrizione del credito per le imprese.

A fianco di Nouy, che lascerà l'incarico a fine anno, c'è un italiano, Ignazio Angeloni, da sempre parte delle istituzioni dalla Banca d'Italia al ministero dell'Economia e ora alla Bce; mentre nell'Eba abbiamo Andrea Enria, sempre ex Banca d'Italia, solo per citarne alcuni. Italiani all'estero le cui priorirtà non ci sono molto chiare.

Marco Casa
Nome de plume utilizzato da un autorevole banchiere italiano

Commenti

PDA

Ven, 02/03/2018 - 13:49

Sarà anche un autorevole banchiere italiano, ma quando scrive che le istituzioni italiane sono arrivate troppo tardi per modifi

Altoviti

Dom, 04/03/2018 - 15:10

Sarebbe ora di capire che c'è un attacco all'Italia da parte dei paesi del nord. La UE è una trappola.