Fca fa il pieno di vendite e rialza le testa in Cina

Gli analisti vedono 609 milioni di utili nel terzo trimestre. Ma in Italia pesa l'incognita del fisco

Pierluigi Bonora

Fca si presenta al giro di boa del terzo trimestre (il cda per l'ok ai conti si riunirà il 25 ottobre) con dati di vendita positivi (in Europa +14,2% a settembre e +15,3% nei nove mesi) e superiori a quelli del mercato (+7,3% e + 7,7%). Gli analisti si attendono un trimestre forte con volumi in crescita, grazie anche a un mix di offerta prodotto migliore. I ricavi del gruppo, secondo Banca Akros, sarebbero cresciuti del 6,1% a 28,36 miliardi e del 2,3%, tra gennaio e settembre, a 82,82 miliardi. C'è la stima anche sul risultato netto, visto a 609 milioni (+10,5% nel trimestre) e a 1,4 miliardi (+39,2% da gennaio).

In aumento, per ragioni legate alla stagionalità il debito netto industriale, stimato a 7,6 miliardi da 5,5 della fine di giugno. Il mercato, comunque, prevede che al 31 dicembre l'indebitamento scenda sotto i 5 miliardi di euro.

In Borsa, ieri, le azioni Fca hanno beneficiato dei dati positivi delle immatricolazioni europee: Tutti positivi i marchi a settembre, con Alfa Romeo segnare un +39% (comincia a farsi sentire l'effetto Giulia), Jeep +21%, Lancia +14,7% e Fiat +10,8%. Il titolo ha così guadagnato il 2,32% quotando 5,73 euro. A spingere ora le azioni, dopo un raffreddamento causato dalle notizie di stallo nella trattativa con Samsung su Magneti Marelli, è anche l'exploit delle vendite in Cina (+580% il mese scorso) da parte della joint venture con Gac. Richieste sono soprattutto le Jeep Renegade e Cherokee prodotte sotto la Muraglia.

E proprio il momento di grazia di Jeep è tra le ragioni che hanno convinto Morgan Stanley a puntare su un prezzo obiettivo, per Fca, di 11 euro. La banca d'affari sostiene che il solo marchio Usa vale almeno 20 miliardi. Prezzo obiettivo invariato (10 euro), invece, per Banca Akros.

Tornando alle immatricolazioni in Europa, con i mercato più importanti con il vento in poppa, affiorano però alcune preoccupazioni tra gli operatori italiani, visto che il super ammortamento, rinnovato dal governo francese per il 2017, nel nostro Paese è stato invece ridotto dal 140 al 120%. Il taglio dell'aliquota, afferma Romano Valente (Unrae), «porterà a un'anticipazione della domanda sul finire dell'anno, e a un conseguente calo a inizio 2017; l'auto ha bisogno di provvedimenti strutturali». «Bisogna ammettere gli autoveicoli a basse emissioni al beneficio dell'iper-ammortamento al 250%, così si aumenterebbe la velocità della green mobility», è l'appello al governo di Aniasa (flotte e noleggio). «Come gruppo - osserva Gianluca Italia, responsabile del mercato nazionale di Fca - non chiediamo nulla al Palazzo, tantomeno supporti speciali. Se mai ci dovessero essere incentivi o iniziative simili, sarebbe preferibile fosse una cosa duratura nel tempo anche se di minore entità, piuttosto che il contrario, altrimenti si drogherebbe il mercato».