Fca con l'orecchio a Tokio per riaprire alla Renault

L'assemblea Nissan potrebbe risolvere problemi di governance e favorire la ripresa del progetto

L'esito dell'assemblea degli azionisti di Nissan, svoltasi nella notte secondo il nostro fuso orario, sarà molto importante anche nella chiave di una ripresa dei negoziati per la creazione del primo gruppo mondiale dell'auto considerando Renault, Mitsubishi e Fca. Sistemati alcuni equilibri tra Nissan e Renault relativi alla governance, salvo colpi di scena dell'ultima ora, tutto farebbe pensare a una possibile riconsiderazione del progetto di fusione tra Lingotto e Losanga da allargare ai giapponesi. Anche perché un board dell'Alleanza con meno membri di Nissan, potrebbe giocare più a favore di un coinvolgimento di Fca.

Per convincere il presidente di Fca, John Elkann, ad avviare una trattativa bis, dovrà essere prima chiarito il futuro ruolo dello Stato francese, primo azionista di Renault. L'Eliseo, in pratica, è chiamato a mantenere un profilo basso senza interferire in continuazione, alla luce del sole e non, sul piano di fusione. E magari lo stesso Elkann si aspetterebbe proprio dall'Eliseo una conferma ufficiale in tal senso.

A Parigi, intanto, continuano le pressioni affinché le nozze Fca-Renault siano celebrate. E a far parte di questo gruppo di pressione che nei giorni scorsi ha visto primeggiare soprattutto il ministro dell'Economia, Bruno Le Maire, fanno parte anche i media. «Il profumo di matrimonio aleggia ancora nell'aria», titolava per esempio ieri il quotidiano economico Les Echos. Per poi spiegare che «a breve o medio termine tutto resta ancora aperto» e che «a Parigi, Torino, Detroit e Tokio c'è chi si sta attivando, sullo sfondo, per modificare i termini del precedente contratto di matrimonio in modo da renderlo accettabile alle tre società». Ma il quotidiano aggiunge poi che «niente è in corso attualmente» e «che la priorità dei francesi è il rafforzamento dell'alleanza con Nissan», mentre in casa Fca «si continua a ribadire di essere aperti a discussioni», con la precisazione però che «la proposta avanzata era equilibrata».

Il G-20 in programma a Osaka sarà l'occasione per un incontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e il premier giapponese Shinzo Abe. Un accordo, in proposito, potrebbe riguardare il peso di Renault in Nissan (43,4%), e quindi anche dell'Eliseo. Si è parlato, in proposito, della disponibilità di un pool di investitori istituzionali francesi a sostituirsi al governo se Parigi dovesse optare per un ridimensionamento della sua partecizione del 15% in Renault. Una soluzione del genere sarebbe più che gradita da Nissan.

L'Eliseo, in pratica, è stretto in una tenaglia tra Nissan, che vuole alleggerire la presa di Renault sul proprio azionariato, e Fiat Chrysler Automobiles, che riprenderebbe le fila di un'operazione che ha riscosso il favore di esperti e investitori, ma che non vuole assolutamente subire diktat politici.

Commenti

Massimocubo53

Mar, 25/06/2019 - 12:11

Un consiglio a Mr Elkann : NON METTETEVI I FRANCESI IN CASA PERCHE' ALLA FINE SARANNO LORO A COMANDARE !!! Qualsiasi altro "socio" è valido all'infuori dei Francesi !!! Perchè non vi unite direttamente solo con NISSAN ( o magari con HUNDAY) e lasciate i Francesi a districarsela da soli : hanno troppi fabbricanti di auto Renault e Peugeot e vogliono sempre mantenere la produzione in Francia per dare lavoro sempre e solo ai Francesi (realmente agli immigrati dalle loro ex-colonie "musulmane" con tutti i problemi a ciò relativi) .

Marguerite

Mar, 25/06/2019 - 17:26

Massimocubo53, Ma come non sai che John Elkann HA LA CITTADINANZA FRANCESE? Suo non Francese era uno dei principali azionari della banca Rotshild e suo padre ALAIN è come lui di doppia-cittadinanza Franco-Italiana e la sua lingua è innanzitutto il Francese, visto che ha seguito tutta la scolarité in France al Liceo Francese!