La Fed: «Ancora aiuti». Borse euforiche

Ben Bernanke promette una politica monetaria «ultraccomodante» e le Borse applaudono, Milano in primis: Piazza Affari ha terminato le contrattazioni in rialzo dell'1%, mentre lo spread si è portato a 295 punti. Guadagni anche in tutte le altre piazze del Vecchio continente: Londra segna +0,24%, Parigi + 0,55%, Francoforte avanza dello 0,65% e anche Madrid sale dello 0,19%.
Il governatore della Fed stringe idealmente la mano al suo omologo della Bce, Mario Draghi, assicurando che non intende rialzare i tassi di interesse, attualmente vicini allo zero. Non solo: la riduzione del programma di acquisti di bond da 85 miliardi di dollari al mese - il «tapering» che la Banca centrale americana aveva annunciato a maggio, scatenando la preoccupazione dei mercati - non è su «un percorso prefissato».
Ogni decisione in merito al ritmo degli acquisti e alla tempistica della loro riduzione dipenderà strettamente dagli indicatori macro-economici dei mesi a venire. In altri termini, nessuno scossone in vista, almeno fino a quando negli Stati Uniti la disoccupazione non scenderà «almeno al 7%» e l'inflazione non si attesterà attorno al 2 per cento. «Con la ripresa che procede a un passo moderato - osserva ancora Bernanke - l'economia resta vulnerabile a choc non previsti, inclusa la possibilità che la crescita dell'economia globale possa essere più lenta del previsto».
Parlando al Congresso americano, il presidente della Fed ha sviluppato ulteriormente il concetto, spingendosi a dire che «se necessario potremmo decidere anche di impiegare tutti gli strumenti a nostra disposizione, compreso un aumento dell'acquisto dei titoli per un certo periodo di tempo, per promuovere un ritorno alla piena occupazione in un contesto di stabilità dei prezzi».
Bernanke ha comunque confermato che una prima riduzione dell'acquisto di bond da parte della Fed potrebbe iniziare entro la fine dell'anno: i rischi per l'economia e per la stabilità finanziaria restano, ha detto, ma «la loro diminuzione riflette un'attenuazione degli stress in Europa».
Tassi fermi all'1% anche in Canada: la politica monetaria della Banca centrale, precisa il nuovo governatore Stephen Poloz, non cambierà finché l'economia resterà stagnante, l'inflazione bassa e i debiti del mercato del lavoro saranno gestibili.
Intanto, per Wall Street arriva un segnale importante: la causa civile da 5 miliardi di dollari intentata dal governo americano contro l'agenzia di rating Standard & Poor's, accusata di avere fuorviato gli investitori gonfiando le valutazioni sul credito, può andare avanti. Lo ha stabilito il giudice federale David Carter del tribunale di Santa Ana, in California: a suo giudizio, infatti, il governo ha presentato prove sufficienti per sostenere l'accusa di frode.
Carter ha così respinto la richiesta di archiviazione di S&P, secondo cui la tesi del governo era senza fondamento. L'agenzia di rating è accusata di non essere stata obiettiva nelle valutazioni assegnate tra il 2004 e il 2007, prima cioè della crisi dei mutui subprime, per trarre maggiore profitto dalle commissioni versate dagli istituti finanziari. Accuse simili sono state mosse da 14 Stati e dal District of Columbia, quello dove si trova la capitale Washington, che hanno intentato causa presso un tribunale di Manhattan.