La Fed dà il via libera alle norme di Basilea 3

Alla fine, anche dall'America è arrivato il primo sì, quello della Federal Reserve, all'applicazione delle regole previste da Basilea 3, con cui diventano più stringenti i requisiti patrimoniali per le banche. È un via libera iniziale (devono ancora pronunciarsi l'Office of the comptroller of the currency e la Federal deposit insurance company) che giunge con almeno sei mesi di ritardo rispetto all'entrata in vigore, lo scorso gennaio, della nuova normativa. Finora, l'istituto guidato da Ben Bernanke ne aveva ritardato l'applicazione motivandola con il poco tempo a disposizione per capire l'impianto di Basilea 3 e per mettere a punto i necessari cambiamenti nel sistema bancario.
Il periodo di riflessione, per la verità, ha partorito un'approvazione modulata sulle esigenze delle too big to fail. I giganti del credito hanno chiesto - e ottenuto - l'eliminazione della regola che avrebbe richiesto di mantenere a bilancio parti più consistenti di capitale come forma di assicurazione contro gli asset più rischiosi, come per esempio i mutui subprime. Ma anche le banche minori portano a casa qualche risultato: il processo di adeguamento patrimoniale sarà più lungo e l'implementazione scatterà a gennaio del 2015, mentre per le banche maggiori il termine è fissato al primo gennaio 2014.
In Europa, intanto, rischia di riesplodere il caso Grecia. La troika Ue-Bce-Fmi è insoddisfatta di come il governo del premier Antonis Samaras sta conducendo il processo di riforme. Al punto da minacciare il versamento col contagocce della tranche di aiuti da 8,1 miliardi. La prima giornata di colloqui, lunedì scorso, si era conclusa con una fumata nera e musi lunghi. Logico: la troika pretende il rispetto degli impegni, mentre la Grecia tende a temporeggiare dovendo fare i conti con quasi il 27% di disoccupati e con un Pil in caduta libera nel primo trimestre (-5,6%). Ecco perchè l'esecutivo ellenico vorrebbe ottenere una spalmatura su cinque rate, e non più sulle quattro previste, della tassa sugli immobili. Entro fine anno, Atene deve licenziare 4mila statali e metterne 25.500 in mobilità, ma al momento può solo garantire il taglio dei 2.656 dipendenti della televisione Ert, prossima alla chiusura. Di qui la richiesta, respinta dalla troika, di una proroga sino alla fine di settembre per almeno una metà di essi. Il prossimo incontro è fissato per venerdì, nella speranza di trovare un'intesa prima della riunione di lunedì prossimo dell'Eurogruppo, convocata proprio per dare il via libera all'assegnazione della tranche di aiuti.