Ma dalla Fed parte il primo siluro a Donald

Williams: «Non servono sgravi fiscali, più urgente contenere il deficit»

La Federal Reserve entra in rotta di collisione con uno dei punti cardini della politica economica di Donald Trump, gli stimoli fiscali promossi alla Corporation America anche con l'obiettivo di rimpatriare almeno una parte delle produzioni delocalizzate. Il governatore della Fed di San Francisco, John Williams, non ha usato toni troppo diplomatici con il Financial Times per liquidare gli sgravi: «Se me lo avessero chiesto tre o quattro anni fa, quando la disoccupazione era ancora alta e l'economia stava cercando di risollevarsi, avrei detto che stimoli fiscali di breve termine sarebbero stati un grande aiuto, ma oggi penso che non ne abbiamo bisogno. Quello di cui c'è bisogno sono politiche migliori e investimenti che risanino la salute a lungo periodo dell'economia». In pratica, sarebbe più utile un'azione incisiva per contenere il deficit federale, proprio la direzione opposta in cui sembra voler andare il presidente eletto.

Williams parte proprio dall'attuale stato di salute dell'economia Usa, con il mercato del lavoro vicino alla piena occupazione e con l'inflazione ormai prossima al target del 2%, per motivare la propria opposizione a qualsiasi forma di agevolazione e per ribadire come vi siano spazi per tre rialzi dei tassi nel corso dell'anno dopo quello deciso lo scorso dicembre. Se Williams è tra i più noti falchi all'interno del board guidato da Janet Yellen, anche una colomba come Eric Rosengren, numero uno della Fed di Boston, è convinto che vi siano ormai le condizioni per normalizzare la politica monetaria con una velocità maggiore rispetto a quella vista nel 2016. Insomma, strette «ancora graduali, ma in certa misura più regolari».

Che il successore di Barack Obama alla Casa Bianca rappresenti un potenziale problema per la Fed lo si era ben capito dalle minute dell'ultima riunione, dove si poneva l'accento sulla «considerevole incertezza» circa le tempistiche, la grandezza e le caratteristiche delle future iniziative di politica fiscale ed economica negli Stati Uniti. E dove si metteva in risalto che la Trumponomics potrebbero portare a una accelerazione del rialzo del costo del denaro negli Stati Uniti.

RP