Le Ferrovie rinviano la quotazione al 2017

L'ad Mazzoncini: «Non è la priorità». Piano industriale dopo l'estate

Tramonta definitivamente l'ipotesi che Ferrovie dello Stato sbarchi in Borsa entro l'anno. Ad annunciarlo è stato ieri l'amministratore delegato, Renato Mazzoncini, rimandando la quotazione ad «almeno il 2017». Prima, infatti, c'è da fare tutto il lavoro sul piano industriale e poi resta da completare la cornice del quadro regolatorio, ha spiegato il manager, che ieri insieme al ministro delle infrastrutture Graziano Delrio ha annunciato 17 miliardi di risorse aggiuntive per la rete ferroviaria. L'impatto che questo avrà sui conti pubblici non sembra comunque preoccupare il ministero dell'Economia, secondo il quale tutte le opzioni sono possibili per centrare il programma di dismissioni pari allo 0,5% del Pil nel 2016, tra queste anche la revisione dell'obiettivo. A poco più di due mesi dal suo arrivo ai vertici delle Fs, Mazzoncini ribadisce che il dossier quotazione non è la priorità: «In questo momento - spiega - mi sto occupando più che di quotazione, di aiutare il governo a definire una strategia di trasporto per aumentare la mobilità collettiva ferro-gomma rispetto a quella privata». E proprio in questa direzione andrà il nuovo piano industriale che il manager bresciano sta mettendo a punto: l'obiettivo è di avere il piano aggiornato subito dopo l'estate. In particolare c'è già un'idea chiara per riorganizzare il settore merci: si lavora ad un unico polo in cui far confluire le 10 società del gruppo che oggi operano nel settore, con la creazione di una nuova società che sarà direttamente controllata dalla holding. Per la Borsa dunque c'è tempo. «Quando saremo pronti ve lo diremo», assicura Mazzoncini, avvertendo che comunque l'operazione è rimandata «al 2017 di sicuro». Perché se è vero che qualunque società ha l'obiettivo di restare a Piazza Affari in maniera robusta, ci sono delle «condizioni preliminari evidenti» per starci: o si è una società a mercato, oppure, per una società come Fs che opera prevalentemente in un mercato regolato, serve prima definire il meccanismo di regolazione. Nell'attesa, Mazzoncini si prepara anche a firmare il suo primo bilancio: i conti, che verranno approvati tra un mese, vanno «bene - anticipa il manager -, dai primi lineamenti sta uscendo un bilancio di cui sono soddisfatto».

Commenti

unosolo

Ven, 12/02/2016 - 17:54

capirai se fanno come usavano fare svendite a Firenze si dimezzano i valori , una proprietà valutata 48 ml venduta a 24 , sarà mica lo stesso sistema di svalutazione , accordi , programmi chi controlla realmente , chissà cosa combineranno visto i precedenti.pensare male sarà mica sempre sbagliato o si. meno male che esistono giornali e giornalisti che ci mettono al corrente altrimenti sai quante cose di nascosto,